Meno sette al termine, 10 punti da recuperare con l’incognita di quale sarà l’esito del ricorso avanzato contro la squalifica di Romain Grosjean al termine del Gran Premio d’Italia. La rincorsa del team Haas a Renault, obiettivo la “gloria” - ma, soprattutto, i premi – del quarto posto nel Costruttori, riparte da Singapore. L’esibizione sarà sulla specialità "lento", esercizio che la VF18 sembra aver migliorato nel corso della stagione. Quanto, sarà la pista a dirlo. Basterà per concludere ancora davanti a Renault, su un tracciato teoricamente favorevole alla RS18, che a Marina Bay si presenterà con novità tecniche?

Le vicende sportive tra i due contendenti al trono di miglior squadra dietro i grandi si arricchiscono di un’appendice, una questione di conformità al regolamento tecnico sollevata proprio da Renault a Monza. La vicenda è complessa, come abbiamo già avuto modo di raccontare. E secondo Guenther Steiner il “gioco” attuato dalla scuderia transalpina fa parte del corredo di armi da sfoggiare durante la lotta: «Non mi aspettavo il ricorso, ma certe volte la gente reagisce così.

Se non riescono a batterti in pista provano a farlo in tribunale, ed è quello che sembra stia accadendo. Devi lavorare duramente per arrivare a essere invidiato, lavoreremo e daremo battaglia ancor di più. Nelle corse adotti ogni approccio, assolutamente sì: la lotta in pista si è riversata in tattiche da paddock. Se sia la cosa giusta da fare? Lo lascio dire agli altri».

Haas che può considerarsi la sorpresa dell’anno per il potenziale espresso dal progetto VF18. E se dovesse sfumare il grandissimo risultato del quarto posto il mea culpa guarderà alla prima fase del campionato, tra un Grosjean disperso e i troppi errori che hanno sperperato un patrimonio di punti. «Abbiamo dimostrato come la macchina sia buona e lo siano anche tutto il team e i piloti.

Lo sapevamo da inizio anno ma non abbiamo capitalizzato il potenziale e ottenuto i punti che avremmo dovuto. Dall’esterno c’erano dei dubbi sulla capacità di mantenere lo stato di forma di inizio anno, ci siamo rivelati invece piuttosto stabili e tutti stanno facendo un ottimo lavoro. Stiamo superando un po’ le nostre aspettative, perché non pensavamo saremmo stati mai in grado di confrontarci con squadre ufficiali come Renault, essere in lotta e men che meno al terzo anno in Formula 1. Tutti possono dirsi fieri».

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Singapore potrebbe rivelarsi meno difficile di quanto non si prospetti sulla carta, sentendo Kevin Magnussen: «Ci aspettavamo che la macchina fosse meno competitiva su piste lente, piccole e tortuose. Abbiamo affrontato gare negative a Monaco e in Canada. Sembrerebbe che siamo stati in grado di risolvere alcuni dei problemi e la situazione è migliorata, in Ungheria abbiamo ottenuto buone prestazioni, vedremo a Singapore. Credo dovremmo essere in grado di lottare al vertice della partita di metà schieramento e competere per il posto di migliori degli altri».

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