A ben vedere, il disastro di Singapore 2017 in partenza è nulla in confronto alla situazione nella quale si è posto Sebastian Vettel con il primo giro di Monza. Allora, a Marina Bay la Ferrari SF70H era sì la macchina più competitiva, nell’economia del campionato fu, però, inferiore a Mercedes e meno affidabile. Oggi che il progetto è assolutamente vincente, pecca di affidabilità la componente pilota. I due titoli iridati restano ancora un affare aperto proprio grazie a questa certezza, di fronte a una Mercedes che ha, invece, un Hamilton chirurgico e centravanti finalizzatore di ogni risorsa messa a disposizione, a partire dalla seconda macchina guidata da Valtteri Bottas.

Marina Bay sarà teoricamente un circuito sfavorevole alla W09. Con sette gare ancora da disputare, Singapore diventa snodo cruciale delle ambizioni di Vettel: urge vincere e frapporre tra sé e Hamilton quanta più gente possibile. Raikkonen, i due Red Bull, l’equilibrio dei 30 punti di ritardo sul quale naviga Seb è sempre più pericolosamente vicino alla soglia che consentirebbe a Hamilton di correre per il secondo posto, con la forza di chi può limitarsi a controllare. È lo scenario da evitare a ogni costo.

La pressione è tutta sulle spalle degli inseguitori, Vettel e la Ferrari. Mercedes si avvicina a Singapore forte del risultato di Monza, dell’allungo nelle due classifiche iridate e con il “jolly” di un morbido cuscinetto di punti di vantaggio da poter spendere.

«Il risultato ottenuto in Italia ha rappresentato una grande ricompensa per ogni componente del team, che ha lavorato senza sosta per migliorare le prestazioni. Sapevamo che sarebbe stata un’altra gara impegnativa, dopo la sconfitta di Spa, ma siamo riusciti a prevalere con un mix di abilità individuali e un fantastico lavoro di squadra. A ogni modo sappiamo anche che a Monza negli anni scorsi eravamo stati competitivi e le caratteristiche del circuito rendono il gran premio una sorta di eccezione», commenta Toto Wolff.

L'ottimismo Red Bull in vista di Singapore

Dopo Monaco, più di Budapest, Singapore si preannuncia ostica, un circuito da affrontare sulla difensiva: «Singapore, dal verso opposto a Monza, ha caratteristiche nelle quali abbiamo faticato in passato. I corti rettilinei, le curve strette e lente e il fondo sconnesso fanno di Marina Bay uno dei circuiti più insidiosi della stagione per noi. Nel 2015 vivemmo una delle esperienze più dolorose, lo scorso anno partimmo in terza fila e concludemmo con la vittoria e un terzo posto. Sulla carta la pista dovrebbe favorire le Ferrari ma la lotta nel campionato è così ravvicinata che i pronostici sono quasi senza senso», aggiunge Wolff.

La gestione della gomma posteriore sarà uno dei fattori chiave, l’efficacia in trazione una conseguente necessità. «La gara di Singapore è una delle più impegnative e i valori elevati di temperatura e umidità rendono difficile la vita nel garage. Siamo nel bel mezzo di una lotta monumentale in campionato e sono semplicemente sbalordito dall’energia presente a Brackley e Brixworth al momento. Ogni uomo e ogni donna del team sa che stiamo affrontando la più grande sfida della nostra storia recente ma ciascuno è determinato a spingersi al limite. Lotteremo con tutto quel che abbiamo per questi due campionati».