Della paradossale situazione di Esteban Ocon si è raccontata ogni sfumatura. Paradossale perché piuttosto che operare una selezione dei migliori, la Formula 1 sembra procedere per selezioni avverse. Il pilota francese corre seriamente il rischio di fermarsi per un turno in panchina, affrontare un 2019 di ripiego, a guardare i colleghi correre. Nella migliore delle ipotesi, invece, troverà spazio in una squadra di secondo piano.

Entrambi gli scenari sono inaccettabili per quanto ha espresso in due campionati e mezzo, Ocon. Wolff ha ammesso come qualcosa non funzioni in Mercedes se dal programma dedicato ai giovani piloti non riesci ad assicurare una crescita nella massima categoria ai migliori talenti. E, a ben vedere, la principale responsabilità del rischio che corre Ocon è proprio del team di Stoccarda. Il merito di aver sostenuto Esteban economicamente e averlo favorito nell’approdare in Force India non si discute. Il 2018 avrebbe dovuto essere, però, l’anno della scommessa sul talento, promuoverlo in “prima squadra” dal 2019, dotarsi di una coppia pirotecnica Hamilton-Ocon.

La conferma di Bottas ha chiuso la porta in faccia, una decisione che indirettamente voleva dire ancora Purgatorio a metà schieramento per Esteban. L’accordo con Renault pronto per essere concluso, prima che le mosse di Ricciardo scompaginassero la geografia della griglia 2019, è inutile negarlo: una soluzione sub-ottimale, di fatto un navigare ancora nelle acque territoriali già battute con la Force India.

Si è scritto e raccontato lo scenario più volte. Ma quali sono i pensieri di Ocon? Su Twitter, nel giorno dell’annuncio Ferrari di Charles Leclerc accanto a Sebastian Vettel dal prossimo campionato, Esteban ne ha approfittato per sottolineare il dato centrale della storia, ancor più del rischio di passare una stagione da riserva: lui, un sedile in un top team, diversamente dagli avversari con i quali ha corso nelle serie minori, ancora non ce l’ha.

«Devo dire grazie a tutti per tutti i bei messaggi e il supporto che ricevo ogni giorno. Siamo stati in situazioni difficili prima e le abbiamo sempre superate, non ci sono state strade facili nella mia carriera come sapete.

Leclerc, modi gentili ma carattere implacabile

Posso promettere che non mollerò in questo momento. La motivazione è alta e i miei avversari di un tempo guidano macchine al vertice, questo mi rende più affamato che mai!

Sogno la Formula 1, mi alleno per la Formula 1, mangio Formula 1, gioco Formula 1, penso la Formula 1… Sono nato per correre e il mio unico obiettivo è e resta sempre diventare campione. Ci vediamo questo week end».

Week end di Singapore da affrontare con Force India, in un conto alla rovescia che merita un altro finale da quello che si prospetta.

Sterzi a parte: Forza Seb! Non lamentarti e mostra gli attributi