Tre concetti, chiari, semplici al limite dell’essere scarni. Nello stile Kimi Raikkonen. Singapore è la prima uscita con il futuro rivelato, suo e della Ferrari. Alfa Romeo Sauber per Kimi, Charles Leclerc sulla Rossa. Primo concetto, sul cambiamento che lo aspetta: «Penso che sappiate già cos’è successo, è già stato detto varie volte, non è stata una decisione che ho preso io. Tutto quello che è scaturito non è dipeso dalla mia decisione, perlomeno abbiamo un esito».

Ha deciso il team, Ferrari che punta su Leclerc per battere una strada nuova, inedita nel recente passato. Stimolo nuovo per Vettel, anzitutto. E la notizia è arrivata a Monza, comunicata a Kimi da John Elkann, come ampiamente raccontato nel dopo gara, indiscrezioni buone a dare una spiegazione completa alla condotta di gara vista due settimane fa. «Ho saputo a Monza della decisione. Conosco delle persone che lavorano alla Sauber dall’esperienza passata e abbiamo cominciato a parlare da quel momento», aggiunge Kimi. Alfa Romeo Sauber diventata opzione nel momento in cui le porte Ferrari sono state chiuse.

Il progetto che ha iniziato a prendere piede a Hinwil può portare non poche sorprese in vista della prossima stagione. Aspettative giustificate dalla presenza di tecnici di vaglia, provenienza Ferrari, che potranno far compiere al team un ulteriore passo in avanti. L’incognita che si svelerà solo nei test di Barcellona, il prossimo febbraio, è sulle ambizioni che potrà coltivare Raikkonen dalla nuova esperienza. Il secondo concetto del giovedì di Singapore, firmato Raikkonen: volevo ancora correre, guidare, l’Alfa Sauber era la migliore alternativa: «Perché no a un ritorno in Sauber? Sì, ci sono tante differenze tra tutte le macchine, non ce ne sono molte sullo stesso livello. E’ sempre stato così, vedremo cosa accadrà in futuro. Sono tornato perché ho voluto. Perché rendi la cosa complicata, non so niente in più di voi rispetto alle prestazioni, a cosa accadrà, nessuno può sapere come andrà l’anno prossimo quanto a velocità delle macchine e dei team. Ho i miei motivi, sono sufficienti, non ho bisogno di sentire cosa pensano gli altri, non mi interessa e sono contento delle mie motivazioni. Non saprei oggi se sia realistico pensare a vincere l’anno prossimo, dovremo puntare alle migliori posizioni possibili e vedere quale sarà il risultato».

Non ha alcuna voglia di appendere il casco al chiodo e, quest’anno, ha dimostrato di valere in più occasioni le prestazioni di Sebastian Vettel a parità di macchina. Un Kimi sarcastico, costretto a spiegare il perché abbia scelto il “ripiego” Alfa Romeo Sauber, racconta: «Continuo solo per un gioco mentale, per farmi fare le domande, farò 2 anni nei quali non sono felice solo per farmi fare le domande da voi…

Sicuramente c’è un’opportunità molto alta che finisca la carriera lì. Non sono molto interessato ai numeri, all’età, faccio semplicemente quel che ritengo opportuno per me. Cosa mi stimola a continuare? Le gare! Poi mi piace parlare con voi, questo è il momento migliore in assoluto del week end…

Ho sempre detto che mi fermerò quando sentirò sia la cosa giusta fare. Gareggiare è quel che mi piace di più, anche il lavoro con i media è importante, il motivo per il quale continuo è gareggiare anche se non è la parte rilevante come un tempo del week end. Le cose accessorie sono normali, fanno parte del pacchetto, ma non capita spesso di poter scegliere solo le cose belle. Rispondo sempre allo stesso modo ogni volta».

Il terzo concetto, netto, espresso da Raikkonen è legato a futuro oltre la Formula 1 nei panni di pilota. Si è prospettato uno scenario di un Kimi con ruoli manageriali in Alfa Romeo Sauber una volta concluso il biennio di contratto. Non conferma né smentisce: «Sono tante discussioni, io ho firmato il contratto come pilota e sono interessato a fare il pilota, chissà cosa potrà accadere tra due anni o quando avrò finito, sono congetture, niente di concreto, non ho alcun contratto che stabilisca ruoli manageriali».

Prima di riaprire la parentesi Sauber c’è quella ferrarista da concludere, con due titoli in palio e un contributo che sarà essenziale, nel mondiale Costruttori e a supporto di Sebastian Vettel. Sui giochi di squadra, la possibilità di aiutare Seb, Kimi dice: «Io posso guidare solo una macchina ovviamente, si parla sempre tanto di varie cose, se posso aiutare o non posso aiutare. È facile parlare da fuori, dire cosa può succedere in teoria, in pratica è molto più difficile fare le cose giuste. Conosciamo le nostre regole interne, sono piuttosto semplici».