Tra i piloti presenti a Singapore alla consueta conferenza stampa del giovedì pre-GP, anche Lewis Hamilton, che però stavolta si è impegnato più per soffocare le risate che gli salivano per certe dichiarazioni "bisillabiche" di Kimi Raikkonen al suo fianco, piuttosto che per le domande rivoltegli. La prima e più ovvia, ma non per questo meno significativa, è su cosa si aspetti sul circuito di Marina Bay che sulla carta è uno di quelli "difficili" per Mercedes (per quando vi abbia già vinto due volte).

«A dire il vero non arrivo mai al weekend di gara con delle aspettative particolari – risponde Hamiltonio voglio semplicemente dare il massimo, cercando di fare bene se non meglio di come ho fatto nelle gare precedenti. A mio avviso, come team abbiamo fatto un lavoro straordinario nelle ultime gare, e vogliamo cercare di continuare su questa falsa riga, con le stesse prestazioni di alta qualità».

E per quanto riguarda la possibilità che anche le Red Bull siano veloci qui? Quanto le teme in una sfida così serrata tra Mercedes e Ferrari? Potrebbero lottare per la vittoria a Singapore? «Non ne sono certo, ancora non ne ho discusso con il team, del ruolo che potrà svolgere in questo weekend la Red Bull. Certo è vero che sono sempre stati vicini in parecchie gare, quest'anno, e questa di solito è una buona pista per loro. Ma credo che abbiano fermato lo sviluppo della macchina attuale già da parecchio tempo, per cercare di concentrarsi sulla macchina dell'anno prossimo, quindi stanno correndo con quello che hanno, o almeno questo è quello che ho sentito. Comunque questo è un circuito da alto carico aerodinamico e loro sono sempre forti nella gestione delle gomme posteriori, per cui penso possa essere un weekend positivo per loro come lo è stato l'anno scorso».

In questo momento Hamilton è in testa con un vantaggio dieci volte superiore (30 punti invece di 3) a quello che aveva lo scorso anno allo stesso punto di campionato. Questo divario è un fattore che modificherà il suo approccio alla gara? «Onestamente, forse questo può fare qualcosa a livello subconscio, però io non ci penso e al momento non c'è motivo di cambiare approccio alla gara. Ci sono ancora tanti punti a disposizione, quindi il mio modo di affrontare il GP sarà lo stesso che ho avuto in tutto il resto dell'anno. Anche perché sembra funzionare… Cercheremo di mantenerlo il più a lungo possibile, questo vantaggio, però ci aspettiamo che avremo gare difficili da qui in avanti. Inoltre la Ferrari è stata davanti a noi in modo evidente nelle ultime gare, per cui dobbiamo cercare di mantenere il loro passo e possibilmente di superarle, e già questo sarà piuttosto difficile».

In pratica serve continuare a mantenere la concentrazione, come del resto Lewis ha dimostrato soprattutto quest'anno di saper fare. Proprio per questo si (ri)solleva una questione annosa per il pilota britannico, e cioè se non si faccia distrarre troppo da certe apparizioni mondane. In particolare negli ultimi giorni si è puntato il dito sui recenti viaggi a Shanghai (lancio di una linea di moda per un suo sponsor) e New York prima di recarsi a Singapore. «Mah, io semplicemente quando finisco le gare "spengo l'interruttore" e faccio altre cose, cercando comunque di metterci in mezzo anche l'allenamento – spiega Hamilton. – L'ultima settimana non è stata semplice, è vero, però non è che ogni settimana le cose vadano così. È stato un periodo piuttosto frenetico per me, certo, nelle ultime due settimane ho viaggiato di più che nel resto dell'anno. Ma, posso parlare per esperienza, posso dire che sono riuscito a muovermi piuttosto bene in modo da poter poi riaccendere l'interruttore e mettermi in modalità di gara».

Hamilton prosegue spiegando meglio la sua posizione in merito: «Ci sono momenti in cui faccio altre cose e non penso alle gare o ai campionati, e questi momenti sono importanti per me. Solo che quando arrivo qua in pista devo sapere che questa è una gara difficile e in cui dovrò dare tutto per il campionato, e credo che non avrò problemi a farlo». Quindi non è un azzardo mettere insieme le due cose, la moda da un lato e il campionato F1 dall'altro? «Assolutamente no! Come ho risposto prima, io traggo molta energia nel fare tutte queste cose diverse, lo trovo stimolante e penso che i miei risultati lo abbiano dimostrato, negli ultimi anni. E ho viaggiato molto di più in passato rispetto a quest'anno, probabilmente è quello in cui ho viaggiato meno in assoluto negli ultimi cinque anni».

Infine si chiede a Lewis cosa pensi dell'attuale "filosofia" Ferrari, quella cioè di lasciare i piloti liberi di lottare tra di loro, magari rendendogli la vita in gara meno difficile. «La filosofia Ferrari è di lasciare che i piloti competano tra di loro? Onestamente, non saprei se sia davvero così…», risponde con un sorrisetto, continuando poi dopo una breve pausa: «Gareggiano tra di loro, ma la cosa non ha nulla a che vedere con me. Non vedo come possa rendermi le cose meno difficili, visto che devo competere anche con lui (indicando Raikkonen, ndr): come fa ad essere meno difficile?». "Abbiamo visto che Valtteri ti sta aiutando, mentre invece Kimi sta aiutando meno Seb", gli spiega un giornalista. «Se riguardiamo le gare – aggiunge allora Lewisdipende più dalle posizioni in cui loro si sono messi, che erano diverse dalle posizioni in cui ci siamo trovati noi. Valtteri è stato nella posizione di potermi aiutare in vari scenari, mentre non penso si siano viste tante gare in cui c'è stata la stessa situazione per loro», chiude Hamilton riferendosi ovviamente al duo Ferrari.