Perché non si trasformi in un mondiale gettato al vento, perché non venga sprecato il patrimonio tecnico garantito dalla SF71H, è fondamentale tornare alla vittoria, domenica, a Singapore. Sebastian Vettel non può più permettersi battute d’arresto, errori di lettura della gara come a Monza né sbavature come quella costata punti pesanti a Hockhenheim. Non che fossero contemplabili prima visto il livello massimo del confronto.

La Ferrari che si ritrova in mano può colmare i 30 punti di ritardo che lo separano da Hamilton nel mondiale Piloti. Dovrà metterci del proprio Seb, che non a caso – dopo i commenti post-qualifiche monzesi di tre avversari da affrontare, i due Mercedes e Raikkonen – include anche se stesso tra i nemici da battere. «Per me è piuttosto semplice, credo che il mio nemico più grande sia io stesso al momento, penso abbiamo una gran macchina, se avremo qualcosa da giocarci abbiamo tutte le chance per farlo a modo nostro.

Ovviamente è lui (Hamilton; ndr) il leader al momento, è quello davanti ed è l’uomo da battere, penso abbiamo tutte le opportunità per farlo». Singapore nella storia recente ha premiato la Ferrari e la Red Bull, che può trasformarsi in prezioso alleato per rubare punti a Hamilton, un potenziale jolly per riportare tutto al dopo-Spa, l’euforia di una vittoria maturata per netta superiorità tecnica.

«Correre qui mi piace, mi piace la pista, è la gara più dura di tutto l’anno sia sotto il profilo fisico che mentale, per vari motivi. È quel tipo di gara che non vuoi iniziare, piuttosto preferisci prepararti sempre più, poi però sei felice di iniziare perché è una sfida che aspetti».

Non sarà una questione di circuiti più o meno favorevoli a determinare l’esito del mondiale. Lo sarà la perfezione d’esecuzione, finora con Lewis Hamilton chirurgico nel capitalizzare le opportunità avute. «Abbiamo ancora ottime chance e, come ho detto, saremo noi stessi i primi avversari e non lui come persona né loro come squadra. Penso dobbiamo preoccuparci di noi stessi e se lo faremo abbiamo buone possibilità di far bene, vincere le gare e avere buone prospettive», dice Vettel.

Sterzi a parte: Forza Seb! Non lamentarti e mostra gli attributi

Inutile recriminare sugli errori alle spalle com’è sterile ragionare di quale scenario avremmo oggi nel mondiale Piloti e Costruttori senza gli eventi di Baku, del Paul Ricard, di Hockenheim, di Monza. Alcuni più gravi di altri, Hockenheim e Monza su tutti. «È normale correre tante gare e alcune senti che avresti potuto fare meglio o avresti dovuto fare meglio per vari motivi. Ci sono sono state anche altre gare nelle quali non avremmo dovuto fare così bene eppure ci siamo riusciti.

Di certo la peggiore è stata in Germania, penso che la cosa più importante sia sapere cos’è accaduto e poterlo spiegare, poi ognuno è libero di avere la propria opinione. Avrei voluto tanto vincere in Germania ma non sono troppo seccato, in generale guardo avanti anziché concentrarmi su quanto noi tutti avremmo potuto fare diversamente per evitare ciò che è successo».