Charles, tocca a te. Testa bassa e lavorare. Parafrasando Maurizio Arrivabene, immaginando le parole che il team principal della Rossa avrà usato per comunicare l’investitura ufficiale di pilota Ferrari titolare nel 2019 a Charles Leclerc. A Monza, Kimi Raikkonen ha conosciuto il proprio destino e ha programmato i passi successivi, direzione Sauber, trattative avviate e concluse in pochi giorni.

E Leclerc? La notizia era nell’aria, le indiscrezioni puntavano in un’unica direzione dopo la pausa estiva. Pur sapendo che il proprio nome è in cima alla lista dei candidati a correre per il Cavallino, fa un certo effetto quando dalla possibilità si passa alla certezza. «Non ero preparato tantissimo, ero emozionato sì, preparato no. Anche se c’erano tante indiscrezioni sulla decisione, non ero consapevole di quanto stava succedendo», racconta a Sky. «Maurizio mi ha chiamato tra sabato e domenica per annunciarmi la novità, ed ero il ragazzo più contento del mondo, ho chiamato la mia famiglia per annunciarlo e sono contentissimo».

Ha i numeri per far bene da subito, inevitabilmente i riflettori saranno puntati e pronti a incensarlo appena saprà svettare, come a sottolineare con la matita rossa sbavature e rendimenti inferiori alle attese. Che sono di vittoria e padronanza delle zone alte della classifica, vissuta in Formula 2 da dominatore, adesso servirà uguale piglio. Resta un 2018 da concludere con Sauber prima di immergersi appieno nei nuovi panni, una tuta pesantissima da portare: «Meglio pensare al prossimo anno quando sarà finito questo. Ho già un’idea su come iniziare la stagione, come tutte quelle fatte finora, l’approccio non cambia: è di fare il meglio possibile con la macchina che avrò, avrò una macchina per lottare davanti e spingerò al massimo per portarla lì».

È assolutamente consapevole della sfida che lo attende, ha mostrato testa sulle spalle e maturità buone per reggere l’impatto del palcoscenico Rosso. La pista, il confronto con Vettel, daranno una misura piena del valore di Charles non in un grande team, ma nel più grande in assoluto. «Dovrò ottenere i risultati, quest’anno ho corso una stagione molto buona, nella quale ho imparato per buona parte del campionato, il prossimo anno dovrò produrre le prestazioni in un grande team. Devo imparare ancora molte cose ma sarò decisamente più pronto rispetto a quest’anno.

L’obiettivo è di fare il meglio che sarà possibile con la macchina. Quest’anno la Ferrari ha la macchina migliore e la possibilità di vincere il titolo, se il prossimo anno sarà lo stesso, allora l’obiettivo sarà uguale. Vincere il titolo sarebbe una cosa grandissima, ma dovrò crescere parecchio come pilota per ottenere i migliori risultati possibili».

Tanto interrogarsi sulla giovane età, la poca esperienza in Formula 1, la capacità di confrontarsi con le responsabilità e il peso che correre per la Ferrari comportano. Leclerc ha un’idea diversa, di chi si conosce e conosce il proprio metodo: «Vedo che tanti pensano avrò maggior pressione sulle mie spalle ma, davvero, non sarà così. Penso d’avere una mentalità che scarica tutta la pressione, mi concentro su me stesso e non penso a quel che la gente si aspetta che io faccia in macchina. Se farò le cose giuste e lavorerò nella direzione corretta, allora le prestazioni saranno lì».