A scorrere la classifica, a leggere il divario di 6 decimi dalla pole rimediato da Sebastian Vettel, sembrerebbe di essere tornati indietro di un anno, a una Silverstone qualsiasi. Ferrari da seconda fila, in quella Singapore che avrebbe dovuto sottolineare ancor di più la competitività della SF71H rispetto a Mercedes. Qualcosa non funziona nella Q3, le due macchine non trovano la prestazione e rimediano un divario da Hamilton enorme per quello che ha raccontato la stagione finora.

Sebastian Vettel non può essere soddisfatto del terzo posto, che complica l’impostazione di una gara da guardare adesso con una rincorsa da vincere e un cliente in più da saltare: la mina vagante Red Bull. Può accadere ancora di tutto, dieci anni di Singapore hanno insegnato che i colpi di scena sono dietro ogni curva. Quel che è certo è la consistenza, inattesa, di questa Mercedes, espressa da un Lewis Hamilton nella sua forma massima.

«Sono state qualifiche non ideali, volevamo la pole ma non ci siamo riusciti. Sono state qualifiche pasticciate, alla fine ci mancava troppo dalla pole e non potevamo fare meglio del terzo posto», dice Vettel. Il tempo che vale la terza piazza è quello del primo tentativo di Q3. Entrambi, macchiati da errori in inserimento nella curva dopo il ponte, più marcato nel secondo giro. La gestione del giro di lancio è finita tra i punti da ottimizzare nel secondo run, con Seb a chiedere maggior spazio tra sé e le altre macchine. Non è servito.

«Non è ideale quando ti trovi a gareggiare anche nel giro d’uscita. Non puoi lamentarti, abbiamo fatto due tentativi e nessuno dei due era sufficiente», sottolinea. Su un circuito con così tante curve, la preparazione del giro veloce è fondamentale per ottenere il massimo rendimento dalla gomma sull’intero giro veloce. Il primo settore ha visto due Ferrari competitive ma dal T2 il divario è cresciuto enormemente.

Nonostante la deludente qualifica, Vettel ha altra fiducia in vista della gara: «La macchina penso sia buona per la gara, anche se sarà un po’ più difficile partendo da dietro. Sarà una storia diversa, domani credo che le cose andranno secondo una prospettiva diversa. Non sono contento di queste qualifiche, non sono filate lisce e gli altri hanno fatto un lavoro migliore di noi, per questo siamo terzi».

L’idea di attaccare il primo stint di gara, domani, con gomma Ultrasoft non è risultato attuabile. Già le Mercedes in Q1 avevano rivelato la difficoltà della gomma a reggere il confronto velocistico con la Hypersoft. La “prova” delle Ferrari in Q2, a superare il taglio con la gomma a banda viola, ha incontrato uguali limiti. «Nel Q2 si scelgono le gomme per partire in gara e non ha funzionato il giro con Ultrasoft. Non sono state qualifiche scorrevoli come avrebbero dovuto essere, è stato difficile trovare il ritmo e la giusta posizione in pista della macchina. Il gap non riflette la nostra forza, è deludente non essere riusciti a estrarre il massimo dal pacchetto».