È mancato il cambio di ritmo tra Q2 e Q3 alla Ferrari in qualifica. È il dato che balza all’occhio leggendo le migliori prestazioni della seconda e terza eliminatoria, rispettivamente di Raikkonen e di Vettel. Un progresso di poco superiore ai 5 decimi a fronte del secondo e 3 decimi trovato da Lewis Hamilton e dei 9 decimi pure estratti da Max Verstappen. È la misura di come qualcosa non abbia funzionato nella Q3 a Singapore sulle due Rosse.

Seconda e terza fila in griglia, Kimi Raikkonen scatterà quinto, perlomeno dal lato pulito della pista, magrissima consolazione, ancor di più considerato l'alto grip offerto dalla Hypersof. La velocità della Q2 è svanita in Q3 e Kimi punta l’indice sulla gestione della gomma Hypersoft. Ancora: la preparazione della gomma al giro veloce e la resa su tutte le 23 curve potrebbe essere una chiave di lettura delle enormi (eccessive?) differenze prestazionali lette a Singapore.

«Non ho trovato molto traffico nel giro veloce, è stato più complicato far funzionare le gomme. Il week end era stato lineare fino alle qualifiche, dove abbiamo visto una differenza e per noi è stata una sorpresa», dice Raikkonen, pure in grado di ottenere un gran primo settore nel giro (poi abortito) della Q2. Nel secondo e terzo settore, differenze progressivamente più ampie.

Mettere insieme il giro perfetto, come ha fatto Hamilton, è una rarità su un circuito così lungo e complesso come Marina Bay. Un riconoscimento in più al lavoro fatto da Lewis. Forbice delle differenze che si allarga tanto più se abbini giri ferraristi sottotono: «Non mi sorprendono Red Bull e Mercedes, ci aspettiamo sempre di essere vicini e, su piste come questa, se azzecchi tutto puoi fare la differenza; se hai delle difficoltà il distacco cresce.

Le prove libere sono una cosa, le qualifiche un’altra. Questo risultato non è ideale, domani non ho idea cosa accadrà, è inutile anche parlarne: lo scopriremo in gara», chiosa Kimi.