Temperature gelide, nonostante il caldo umido di Singapore, che boccia la Ferrari e porta Sebastian Vettel a -40 punti da Lewis Hamilton, padrone assoluto di Marina Bay. Avrebbe dovuto essere terreno di caccia ideale per le due SF71H, sul quale rilanciare la sfida mondiale e rosicchiare punti a una Mercedes, sulla carta, ad affrontare una pista ostica. Sessantuno giri dopo il via la musica è tutta l'opposto.

L'allegro moderato tra curva 4 e curva 6 vale l’attacco e sorpasso su Max Verstappen, prima che la direzione gara mandi in pista la Safety Car. Sembra essere il preludio a una gara da sfida aperta a Hamilton, invece no. Il lento da marcia in processione deciso da Hamilton, indotto per allungare lo stint, la vita della Hypersoft e puntare al singolo pit-stop, rinvia tutto al tentativo di undercut, per provare a scardinare una superiorità chiara del leader.

Pit al giro 14 per Sebastian Vettel e gomma Ultrasoft, la mossa non funziona, perché Hamilton va subito in copertura, Vettel non realizza giri stratosferici e si ritrova ancora dietro: al leader della corsa e a Sergio Perez. Secondi cruciali persi nei primi giri del secondo stint con gomma Ultrasoft che danno la chance a Max Verstappen, di riprendersi la seconda posizione e conservarla agevolmente.

C’è qualcosa che non torna nello sviluppo del Gran Premio di Singapore letto dalla prospettiva Ferrari, insolitamente in difficoltà di prestazione. Vettel, a caldo, racconta: “E’ vero oggi non eravamo abbastanza veloci, non avevamo il passo gara. Abbiamo cercato di essere aggressivi a inizio gara, poi le cose non hanno funzionato, con gomme diverse ho cercato una gara diversa.

Non ero convinto che potessi arrivare alla fine, ci siamo concentrati sul portare la macchina al traguardo, rientrare per una seconda sosta non era un’opzione.

Chiaramente non aiuta perdere punti, però oggi per il modo in cui abbiamo corso non c’erano opportunità, forse non eravamo nemmeno abbastanza veloci. Questo era un week end nel quale dovevamo battere solo noi stessi, invece credo non abbiamo estratto il massimo dal nostro pacchetto”.

Sul momento scelto per rientrare e provare l'undercut, Sebastian è tornato in pista con circa 7 secondi di distacco da Perez, "aria libera" per spingere e provare a saltare Hamilton che non si è rivelata sufficiente, come non lo sono stati i tempi. Via radio Seb ha commentato: "Nessuna chance, siamo arrivati ancora in ritardo. Queste gomme non terranno fino alla fine". La Ultrasoft contro la Soft di Hamilton e Verstappen davanti, mescola gialla mai utilizzata dalle Ferrari a Singapore e frutto di una scelta di mescole alla vigilia forse eccessivamente conservativa. Certo, pensare di attaccare la leadership di Hamilton con un undercut su gomma Soft non sembra potesse essere lo scenario ideale, a conti fatti.

Nella conferenza stampa post-gara, Sebastian ha approfondito la tattica: "Difenderò sempre il team. Le scelte che prendiamo in gara, il tentativo di essere aggressivi, provare a vincere la gara, quando funziona è fantastico. Nel complesso avevamo un pacchetto molto forte, sia Kimi che io sembravamo molto competitivi nelle libere, ma alla fine il risultato in gara è un terzo e un quinto posto. Come ieri, non corrisponde alla velocità della macchina. Questo è quel che intendo quando dico che non abbiamo estratto tutto".

In una gara scialba e degna della miglior Formula Noia come forse solo Montecarlo 2018, Singapore si conclude senza acuti anche per Kimi Raikkonen, in un confronto tra secondi che lo vede seguire Bottas e chiudere quinto. Un attacco, un tentativo di insidiare la Mercedes? Impossibile, dal racconto di Kimi: "È la normale Formula 1 di questi tempi,specialmente su piste come questa. Ho cominciato a soffrire un po’ con le gomme, anche lui ma non abbastanza e non è possibile superare a meno che non commetti un errore incredibile. Ogni volta che mi avvicinavo scivolavo tantissimo".