Dall’avere due macchine in top ten e un Gran Premio di Singapore destinato a regalare ancora punti importanti, a un epilogo da ordinaria follia, che lascia Force India a bocca asciutta, con una macchina a muro dopo tre curve e l’altra a commettere un gravissimo fallo di frustrazione al giro 34. Non è stata la domenica di Sergio Perez, protagonista in negativo con Sergei Sirotkin, carneade che a Marina Bay ha legittimamente corso la propria gara e difeso la posizione, da Perez prima, da Grosjean poco dopo. Resistenze vane, d’accordo, delle quali non se può certo fare una colpa al russo.

Il Drive Through comminato dala direzione gara a Perez è una sanzione equa, ammette Checo. «Devo vedere l’episodio, ho chiuso la porta prima di quanto non avrei dovuto, avrei dovuto controllare due volte ma penso che sia una penalità giusta», dice a fine gara.

Nel breve dritto che porta al passaggio sotto le tribune, nel secondo settore, Perez ha chiuso repentinamente la porta all'interno, centrando con la posteriore sinistra l'anteriore destra della Williams di Sirotkin, ancora affiancato, nel tentativo di resistere al sorpasso non chiuso dal messicano e iniziato due curve prima. «E’ stato un episodio di corsa dura, lui si stava difendendo in modo molto deciso e lottava muovendosi tanto in frenata e con parecchi bloccaggi. Poi ho provato il sorpasso, ho tentato di chiudere la porta ma penso fosse troppo vicino. Alla fine non è stato ideale, un incidente che ci costa parecchio ma non credo avrebbe cambiato nulla nel risultato finale», prosegue Perez.

«Sapevo che la gara mi stava sfuggendo dalle mani, era difficile sorpassare e mi sono trovato a bruciare freni, motore, gomme, pertanto è stata una frustrazione enorme».

I commissari hanno deciso di non procedere, invece, in occasione dell’incidente in partenza, tra Perez e Ocon, che ha portato all'ingresso della Safety Car, la quindicesima in 11 edizioni del GP di Singapore. La bagarre del via ha visto le Force India appaiate in curva 3, Ocon a cercare l’esterno su Perez e trovare, invece, l’anteriore destra della macchina gemella e, poi, il muro: «L’incidente è stato un episodio molto sfortunato, uno di quelli difficili da evitare», si giustifica Perez.

«Quando sono andato a dare potenza ho sentito la pizzicata di una macchina e non ho nemmeno realizzato che si trattava di Esteban; quando ho sentito il team radio ero davvero dispiaciuto. Non credo che abbiamo molto da dirci con Esteban, sono davvero dispiaciuto per la giornata che ha vissuto la squadra nel complesso. Mi sarebbe piaciuto aver visto Esteban o aver fatto qualcosa di diverso». A parziale difesa di Perez, va considerato anche l'attacco all'interno di Romain Grosjean dal quale difendersi.

Singolare come escluda che le posizioni di partenza avrebbero potuto essere confermate in gara. Il via su Hypersoft un ostacolo enorme, secondo Perez: «Credo che ottenere dei punti oggi sarebbe stato molto difficile, considerato il fatto che avremmo pagato il prezzo di una qualifica così buona e dovendo partire con la mescola meno favorevole».