Quando matura una sconfitta così chiara e inappellabile, serve interrogarsi su ogni scelta e ogni particolare che può aver influito in un esito imprevedibile alla vigilia del Gran Premio di Singapore. Ferrari battuta, Mercedes e Hamilton rafforzati nelle rispettive leadership al termine di un week end che avrebbe dovuto essere, sulla carta, di contenimento dei danni.

Il dominio dei 61 giri di gara è frutto del risultato della qualifica anzitutto, della prestazione magistrale di Hamilton e del mancato funzionamento della gomma Hypersoft sulle Ferrari. Si può discutere se e cosa, di diverso, avremmo visto in gara con un Vettel davanti a Verstappen dopo il pit-stop. Realisticamente, al netto dei tre punti in più del piazzamento, nulla.

Toto Wolff incassa una vittoria che più di altre tira su il morale alla truppa, ora consapevole di poter attaccare anche su piste storicamente sfavorevoli (al netto dell’albo d’oro, che registra la seconda vittoria di fila in altrettante edizioni del GP di Singapore, diversissime per come sono maturate).

Singapore è stata la nostra pista spauracchio per diversi anni, è una sensazione speciale pertanto arrivare qui e vincere la gara sul passo. Tutto il team ha lavorato a fondo per comprendere la macchina e compiere passi in avanti, soprattutto dopo la sconfitta di Spa. E questo risultato è l’indicatore di come il lavoro stia pagando. Sapevamo di poter andare bene a Singapore, nonostante le tante voci”. Alla vigilia aveva destato interesse la scelta del tutto diversa rispetto alle Ferrari di bilanciare i set delle mescole quasi alla pari tra le tre opzioni, cosa che ha permesso di leggere il rendimento della gomma Soft nel corso delle libere.

Altra strategia in gara, di fatto obbligata per lo scenario che si è creato domenica, serviva alla Ferrari. L’undercut poteva funzionare solo con una mescola che fosse veloce già dall’uscita dai box. La Ultrasoft, 1”2 il delta registrato nelle libere rispetto alla Soft, a vantaggio della prima, una necessità di fatto per una tattica a singolo pit-stop. Sulla quale Wolff commenta:La chiamata delle Ultrasoft è stata un po’ ardita perché non era chiaro che avrebbe retto fino alla fine. Ma perché l’undercut potesse funzionare era la gomma giusta da montare. Noi eravamo già piuttosto sicuri che le Soft sarebbero state le gomme per arrivare al traguardo ed è stata la scelta giusta”.

L'analisi del GP di Singapore: Hamilton allunga

Mercedes ha composto il quadro perfetto a Marina Bay, allineamento ideale di tutti i fattori che parte dal giro di qualifica di Hamilton. Senza la pole, l’impostazione della corsa avrebbe avuto molte più incognite, a partire dalla possibilità di controllare il ritmo della gara a piacimento per allungare la vita delle gomme Hypersoft. “Ci siamo preparati bene per il week end, siamo arrivati determinati a migliorare e abbiamo ottenuto il risultato. È stato un fine settimana composto da più parti, il giro stellare di Lewis in qualifica, la partita a scacchi della gestione gomme e alcuni momenti tesi nel traffico con i doppiati. Alla fine abbiamo battuto i nostri avversari in entrambi i campionati e conquistato un risultato davvero soddisfacente”.

Più 40 di Lewis su Seb, più 37 di Mercedes su Ferrari. Si ripartirà da Sochi, pista da tenere d’occhio perché se a Singapore è mancato l’apporto di Valtteri Bottas, il finlandese sa esprimersi al massimo sul tracciato russo, dove Hamilton è atteso a un’inversione del recente storico di risultati, una Sochi che fu tra i pochi momenti sottotono vissuti lo scorso anno.

Hamilton: in gara le Ferrari sono sparite

“Siamo al comando di entrambi i campionati ma non cambia nulla nell’approccio mentale della squadra. Restano 6 week end alla fine e sappiamo quanto in fretta possa cambiare la situazione e rivolgersi a nostro svantaggio”, aggiunge Wolff. “Affronteremo ogni evento singolarmente, con i piedi per terra e determinati a sfruttare al massimo il potenziale che abbiamo”.