Quella di Marina Bay è una pista difficile e sfiancante, dove è arduo superare: eppure ciò non ha impedito ad alcuni piloti nelle retrovie di offrirci spettacolo e momenti di "hard racing", anche se in molti casi ciò ha comportato l'intervento della direzione gara, visto che in certe occasioni si è anche un po' esagerato. Vediamo dunque quali sono stati tali episodi e come si è esplicato l'intervento degli ufficiali di gara, tra i quali in questa occasione è stato presente Derek Warwick insieme a Gerd Ennser (Adac e DTM) e Steve Chopping (Federazione australiana).

Iniziamo ovviamente dall'incidente al via tra Esteban Ocon e Sergio Perez, quello che ha determinato la prima investigazione nonché la safety car. Approfittando del duello tra Perez e Romain Grosjean che era più all'interno, in curva 3 Ocon si è infilato con destrezza alla destra del compagno di squadra. Bravo, peccato che però la posizione fosse davvero pessima, in "terza fila" all'esterno, per di più cercando di stare il più stretto possibile. Oltretutto "Checo" era impegnato a tenere d'occhio Romain, e quindi non si è accorto del team-mate a fianco: non ne ha proprio avuto il tempo e del resto non ha fatto alcuna manovra particolare, continuando a sterzare per la sua traiettoria. Però le macchine erano troppo vicine e c'è stato il contatto ruota-ruota che ha spedito Esteban direttamente contro il muro. Comprensibile quindi che i commissari abbiano deciso di non sanzionare nessuno, visto che non vi erano colpe predominanti, come hanno scritto.

Ben diversamente è stato giudicato invece l'altro episodio che al 34esimo giro ha visto coinvolto nuovamente Perez, quando probabilmente un po' innervosito dalla guida di Sergey Sirotkin – l'ha definita "da kartista", e probabilmente non era nemmeno così sbagliata su questo tracciato… – in uscita da curva 17 ha deviato verso sinistra per non lasciare aperture al contrattacco del russo, causando però un contatto abbastanza distruttivo. Da un lato il messicano è stato quello che ne è uscito peggio, con la gomma posteriore sinistra forata, ma dall'altro la manovra è stata davvero troppo improvvisa e brusca per poter essere considerata una normale azione di difesa. Quindi anche in questo caso comprensibile (l'ha ammesso anche Perez) la decisione dei commissari: drive-through più 3 punti licenza, una sanzione piuttosto dura secondo gli standard Fia.

Poco dopo viene indagata senza conseguenze una scaramuccia tra Kevin Magnussen e Brendon Hartley in curva 7. Un altro paio di giri, siamo al 38esimo, e avviene un altro episodio interessante. Quando cioè nella loro battaglia per il 14° posto, Sirotkin e Grosjean si ritrovano ad ostacolare il leader della corsa, Lewis Hamilton, che si appresta a doppiarli. Nonostante le bandiere blu, i due però restano concentrati sul duello, Hamilton rallenta e aspetta per non rischiare, e così il distacco di Max Verstappen 2° si riduce da oltre 5 a 0,4 secondi, quando l'olandese cerca di approfittarne però ben bloccato dall'inglese che l'ha tenuto d'occhio.

Romain riuscirà a passare Sergey, ma essendo stato il primo che doveva assecondare le bandiere blu, e non l'ha fatto "per un significativo numero di curve", si vedrà per questo penalizzare di 5 secondi e di 2 punti licenza. Il problema per il francese è che ora ha totalizzato 9 punti di penalità, e se prima della fine del mese prossimo ne "guadagnerà" altri 3, arriverà al limite di 12 che comporta la sospensione per una gara. In merito alla questione, il direttore di gara Charlie Whiting è stato piuttosto critico con il pilota francese – «È stato il peggior caso di bandiere blu ignorate che io ricordi» – ma a noi piace di più menzionare la risposta che ha avuto via radio Verstappen quando ha chiesto cosa stessero facendo i doppiati: «They're racing», gli ha spiegato l'ingegnere.

Sirotkin è stato autore di una gara interessante e movimentata (al via si è addirittura ritrovato con un pezzo di cerchio di Ocon infilato nell'ala davanti!) anche se la Williams non gli permette granché. Ed è stato protagonista anche dell'ultimo avvenimento in gara passato sotto il vaglio della direzione. È stato quando al 44esimo giro, cercando di resistere ad un attacco di Hartley all'esterno alla staccata di curva 14, è arrivato un po' lungo forzando il neozelandese ancor più largo oltre la riga di delimitazione pista. Tanto che Brendon non aveva quasi più sterzo per evitare le barriere, riuscendovi per pochissimo. Penalità quindi anche per Sirotkin: 5 secondi e 2 punti licenza.

Insomma, una gara piuttosto impegnativa anche per gli ufficiali di gara, nonostante fino a domenica fossero intervenuti pochissimo, tanto che non figuravano penalizzazioni in griglia di partenza. Fino a quel momento si era trattato per lo più di multe per eccesso di velocità in pit-lane rispetto ai 60 km/h massimi permessi a Marina Bay (a Raikkonen, Perez e, tre volte, Hulkenberg) culminati con i 5.000 euro alla Force India per aver "mal rilasciato" Ocon davanti a Magnussen nelle ultime prove libere, in occasione di un "burn-out" per gommare la piazzola.