Renault aveva messo le mani avanti, alla vigilia di Monza, nell’annunciare l’arrivo della specifica C della power unit: la piena affidabilità non era assicurata. E per il team in lotta con Haas per la quarta posizione nel mondiale era un rischio troppo alto da correre, abbandonare la specifica B a vantaggio dei cavalli in più della spec C.

Scelta più azzardata, non avendo nulla da perdere né essendo in lotta per alcuna posizione oltre la terza - consolidata - nel mondiale Costruttori, ha potuto compiere Red Bull. E i vantaggi dell’incremento di potenza sono stati riconosciuti da Christian Horner, dopo la gara di Singapore, conclusa da Verstappen al secondo posto. Tuttavia, a Marina Bay il week end è vissuto intorno ai continui problemi sofferti sulla macchina di Max, con tagli di potenza nei passaggi da una marcia all’altra e l’innesto della folle a condizionare tanto le giornate di venerdì e sabato quanto momenti decisivi in gara, dalla safety car alla ripartenza dopo il pit-stop.

Problemi irrisolti e che potrebbero, con molta probabilità, stando alle dichiarazioni di Horner, portare Red Bull a compiere un passo indietro a Sochi, tornare alla power unit B e scontare le relative penalità per cambio power unit: 10 posizioni nel caso di sostituzione del solo motore termico, più 5 posizioni per ciascun elemento ulteriore.

«Il motore non era ottimizzato per lo sviluppo della coppia in queste condizioni ambientali (caldo-umido; ndr). È stato un problema per l’intero week end, maggiormente nei giri lenti. I ragazzi hanno fatto un buon lavoro per trovare un rimedio nel miglior modo possibile ma ti trovi con un’erogazione di coppia non continua e questo fa sì che il cambio vada fuori sincronizzazione, l’innesto della folle è una conseguenza per proteggere il cambio», ha spiegato Horner ad Autosport.