Presente alla conferenza stampa del giovedì con i piloti, in qualità di vincitore della scorsa edizione del GP in Russia, a Valtteri Bottas è stato posto un quesito abbastanza interessante alla luce di quanto successe l'anno scorso a Sochi, ma anche in un paio di gara ben più recenti. Ricordiamo infatti che nel 2017 su questo tracciato, il finlandese arrivò alla vittoria grazie a un'ottimo scatto al via dalla seconda fila, riuscendo così a mettersi subito in coda a Sebastian Vettel, passandolo poi anche grazie alla scia già prima della staccata di curva 2, dove completò il sorpasso restando in testa.

Questo fattore della lunghezza di certi rettifili ha giocato il suo ruolo anche quando a Spa, lungo Kemmel, Vettel è riuscito a superare Hamilton al primo giro; e una manovra simile, sempre poco dopo la partenza, aveva permesso ancora a Vettel di togliere la seconda posizione a Verstappen, nello scorso GP a Singapore. Viene dunque da chiedere: non è che in situazioni come questa di Sochi, con svariate centinaia di metri tra la partenza e la prima staccata, sia quasi meglio partire dietro, anche in seconda fila?

«È una cosa un po' complessa - "tricky", dice letteralmente Bottas rispondendo - perché qui c'è un tratto estremamente lungo prima di arrivare in curva 2. L'anno scorso ho mancato la pole mi pare per 1 decimo (come per dire: non ero comunque lento, ndr) ed è stata una buona situazione con un'ottima scia. Ma per arrivare a questo hai anche bisogno di un'ottima partenza. Per cui credo che in ogni caso preferirei essere in pole, perché se da lì fai una partenza così, è meglio. Intendo che se guardiamo al passato, al 2015 e 2016, chi era partito dalla pole position era riuscito a tenere la prima posizione anche in curva 2».

Valtteri aggiunge altro a questo fattore "tricky", proseguendo: «È complicato: mi pare sia stato rifatto il fondo nel punto che riguarda le prime due piazzole, e normalmente quando c'è un nuovo asfalto c'è anche più aderenza, per cui credo che comunque vorrei partire da uno dei due primi posti». Non va comunque dimenticato che, al di là dello scatto al via, quello di Sochi è un circuito in cui il pilota finlandese è sempre stato forte. Già a podio con la Williams nel 2014, poteva concludere terzo l'anno dopo se non fosse stato centrato da Raikkonen, e nel 2016 è finito quarto. Ma stavolta che la gara è stata spostata più avanti in campionato, ci sarà da vedere se lui o il team non preferiranno sacrificare il risultato personale a favore della lotta per il campionato del compagno di squadra Hamilton.