“E’ stato difficile per te, è stato difficile per noi. Ne parleremo dopo”. Giustificazioni via radio, firmate Toto Wolff, che servono a poco per Valtteri Bottas, “scippato” della vittoria da un ordine di scuderia, la ragione di Stato sopra ogni cosa. Non è la prima volta che la gara del pilota finlandese viene sacrificata per l’interesse superiore, di Lewis Hamilton, a Sochi più che mai. Nell’economia del mondiale Costruttori, del team quindi, invertendo l’ordine delle due Mercedes al traguardo il risultato non cambia. Cambia, dalla prospettiva Piloti, l’allungo di Hamilton su Vettel.

Scelta del tutto comprensibile, vista dalla prospettiva Mercedes. Sotto il profilo strettamente sportivo, gli ordini di scuderia sono la morte della libera competizione tra piloti, della vittoria del migliore. Spirito poetico che cede il passo a una prosa molto più asciutta e concreta. Hamilton è in lotta per il mondiale, praticamente in tasca dopo Sochi, anche grazie ai 10 punti guadagnati su Vettel anziché i 3 di un secondo posto contro il terzo del ferrarista. 

E a sentire Toto Wolff è stata la posizione nella quale il team ha posto Hamilton, che ha fatto scattare la necessità dell’ordine a Bottas di cedere la posizione. Un pit-stop chiamato un giro troppo tardi, al termine del 14°, contro il 13° di Vettel e il 12° di Bottas: “E’ stata colpa mia, perché stavo discutendo con James Vowles quando avrei dovuto fare la chiamata e, così facendo, Lewis è rientrato un giro troppo tardi e ha perso la posizione. Ha lavorato tanto per superare Sebastian, con una manovra fantastica ma ha creato blister sulle gomme e in seguito ci siamo trovati nella posizione d’avere Valtteri con gomme fresche davanti, Lewis dietro con blistering e Sebastian addosso a Lewis”, spiega Wolff.

La scelta di dettare lo scambio di posizione alla curva 13 non è casuale, poiché l’inserimento di Bottas davanti a Vettel è avvenuto prima dell’ultimo settore, il più tortuoso, così da aprire subito un gap favorevole a Hamilton che ha potuto allungare sui due alle sue spalle.

La platealità del gesto di Bottas ha i contorni dell’”Obbedisco” ma con tutto il disappunto del caso, mostrato anche appena giù dalla macchina, a verificare se, effettivamente, il blistering sulle gomme della macchina di Hamilton fosse lì o meno. Scippato di una vittoria meritata, in un week end nel quale si è rivelato competitivo al miglior livello. E' costretto a masticare amaro, Valtteri. Da una posizione privilegiata, da pilota di uno dei tre team migliori in griglia, da compagno del pilota più difficile col quale convivere, visto rendimento e risultati. Basta, per lenire le ferite psicologiche di continue richieste di sacrificio?

Prova a giustificare una scelta impopolare, Wolff e dice: “Siamo tutti racers nel cuore e quel che vogliamo vedere più di tutto sono gare vere, lasciare vincere il pilota più veloce. Ma siamo anche un gruppo di gente razionale e discutiamo un sacco di cose al mattino, poi tutto va diversamente in gara. Questo è quel che è successo oggi, dovremmo essere sulla luna per la doppietta e fondamentalmente lo siamo, ma ancora una volta è andata a sfavore di Valtteri.

Hamilton: Vincere così non mi rende felice

Sarebbe stata una vittoria per lui e abbiamo cambiato l’esito. C’è una dura realtà, in una giornata come quella di oggi puoi ampliare il vantaggio di altri 7 punti in un campionato che è stato molto difficile con momenti difficili.

Al mattino abbiamo parlato e, in condizioni normali saremmo rimasti con Valtteri i n testa. È cambiato che abbiamo perso la posizione con Lewis al pit-stop, poi ha spinto al rientro e ha avuto blister sulle gomme, Sebastian era alle sue spalle in pressione e abbiamo pensato che era meglio cambiare e avere Valtteri a protezione di Lewis. Come racer non mi piace, ma a questo punto del campionato è qualcosa che abbiamo visto in più situazioni”.

L'analisi del gran premio: Bottas due volte decisivo

Al vertice del motorsport non c’è spazio per il romanticismo d’un tempo, sono scelte aziendaliste a scrivere l’esito di una gara. “Per noi è molto importante che tutti e due i piloti siano al massimo della motivazione, è difficile decidere di cambiare un risultato di questo tipo.Potevamo restare com’eravamo, con rischio di perdere il secondo posto con Lewis, oppure, cambiare le posizioni, prendere un po’ di critiche ma prendere punti.

Sì, ho pensato anche a restituire la posizione nel finale a Bottas, come abbiamo fatto a Budapest. Oggi, però, la differenza era di 7 punti! Alla fine del campionato, se dovessimo perdere perché ci saranno mancati 3 punti, sono sicuro che passerei per il più grande idiota per non aver fatto quel che ho fatto a Sochi”.