Suzuka attende. Con le sue sfide, diametralmente opposte a Sochi e il suo asfalto liscio e poco abrasivo, le sue curve brevi e secche. Il Gran Premio del Giappone segna il ritorno su un circuito veloce, impegnativo e spettacolare, sul quale le monoposto 2018 potranno realizzare una netta differenza di tempo sul giro rispetto a un anno fa. 

Sarà una sfida completamente diversa da Sochi per la presenza di un asfalto dagli alti valori di grip e un’abrasione media, da mordere con le gomme Supersoft, Soft e Medium. Sul fronte dell’allocazione delle mescole si torna a registrare una sensibile differenza tra le scelte operate dalla Ferrari e quelle di Mercedes e Red Bull, con la maggior disponibilità di gomme Supersoft nel box delle Rosse

Suzuka per provare una risposta, provare a restare ancora nel match mondiale, tenere accesa una fiammella di competitività che porti l’epilogo ad Abu Dhabi, dalla prospettiva Ferrari. Pista veloce ed esigente su telaio e aerodinamica, manca delle continue richieste di trazione e passaggi tortuosi sui quali l’ultima SF71H ha faticato a esprimersi.

Al tempo stesso non è pista che può impensierire l’ultima Mercedes, vincente un anno fa con Hamilton, su una strategia a singolo pit-stop che andrà ricercata anche domenica, nonostante le gomme più morbide. La giornata di venerdì si preannuncia con un rischio pioggia che potrebbe disturbare le sessioni di libere, cruciali per leggere degrado e usura delle mescole in vista della gara, su una pista particolarmente aggressiva. Venerdì per capire quanto a lungo può reggere la Supersoft in avvio gara, se la Soft vale uno stint lungo che porti al traguardo o se rientrerà in gioco la mescola media, con indiretto vantaggio Mercedes,avendo due set disponibili da verificare in pista.

I carichi sulle gomme raggiungono i livelli più alti del campionato, frutto della tracciatura, del primo settore in continuo cambiare direzione ad alte velocità, frutto del carico aerodinamico elevato e dei lunghi appoggi laterali, come sulla Spoon Curve nel secondo settore. Serve tanto motore, un gran telaio e un’efficienza aerodinamica in curva massima: la formula in sintesi per andar forte a Suzuka.

Mario Isola anticipa le sfide del Gran Premio del Giappone per le gomme e spiega: “Suzuka impone carichi elevati sui pneumatici, e questo potrebbe portare a livelli di usura e degrado più elevati rispetto al solito. Questo circuito è l’unico che presenta una configurazione ‘a otto’, dove l’usura delle gomme sul lato sinistro è praticamente uguale a quella del lato destro. 

Nel 2017, Hamilton ha vinto con una strategia a una sosta, ma in passato ci sono spesso state tattiche vincenti sui due pit stop. Sarà molto interessante vedere se quest’anno, con mescole più morbide e le monoposto più veloci di sempre, le strategie saranno diversificate. Tendenzialmente i team puntano verso una sola sosta, ma per riuscirci dovranno gestire al meglio i pneumatici. Una strategia su due pit stop potrebbe invece rivelarsi la più veloce, anche a seconda di quanto tempo si perderà in pit lane”.

 

Medie

Soft

Supersoft

Hamilton

2

4

7

Bottas

2

4

7

Vettel

1

2

10

Raikkonen

1

2

10

Ricciardo

1

4

8

Verstappen

1

5

7

Perez

2

3

8

Ocon

2

3

8

Stroll

1

3

9

Sirotkin

2

2

9

Sainz

2

3

8

Hulkenberg

1

4

8

Gasly

2

3

8

Hartley

1

4

8

Grosjean

2

3

8

Magnussen

1

4

8

Alonso

4

5

4

Vandoorne

4

5

4

Ericsson

1

4

8

Leclerc

2

3

8