Australia, Cina, Bahrain, Canada, Austria. Tra errori strategici del muretto (tanti) e appena un passaggio insolitamente opaco, sulla pista che tradizionalmente lo ha esaltato di più, Montreal, il 2018 di Lewis Hamilton viaggia altrimenti su rendimenti altissimi. Il titolo mondiale è a un passo, Vettel e la Ferrari determinati a rimettere tutto in discussione, ma senza l’imprevedibile a metterci lo zampino, questo Hamilton si è dimostrato solidissimo, oltre che veloce, certo non una novità.

“Affronterò, davvero, una gara per volta”, raccontava prima di Sochi. E spiega dell’equilibrio ideale raggiunto nel 2018, nonostante i tanti, troppi, errori strategici compiuti da Mercedes in gara, vero punto critico del team in questo campionato. “Penso, davvero, come le vittorie ottenute, quelle che sono sfuggite - se guardo alla Cina o subito dopo -, si è trattato di trovare un equilibrio e oggi sento di non rischiare nulla quando sono nel week end di gara. Non è come spingersi troppo oltre, che potrebbe crearmi dei problemi. Sto bussando a quella porta del rendimento al 100% e credo non dovremmo cambiare nulla di quello che sta funzionando. Il modo in cui lavoro con i miei meccanici, gli ingegneri, quella formula sta funzionando, quindi non c’è il bisogno di fare degli aggiustamenti”. L’equilibrio perfetto, tecnico e di squadra, merito anche della disponibilità di Valtteri Bottas a essere uomo squadra veloce. 

Intervistato da Sky Sports, Lewis spiega perché, il 2018, può trasformarsi nella stagione assoluta. In realtà basta scorrere l’esito di 16 gran premi, scoprire la defaillance inattesa di Montreal – del motore a fine vita, anche se Bottas seppe fare meglio – per rendersi conto di quanto Lewis abbia massimizzato ogni chance. Dovessi vincere il campionato, sì credo sarebbe l’anno più bello finora. Lo scorso anno conclusi davvero contento delle prestazioni, ma guardi a ogni stagione, non vinci ogni gara possibile, non sei perfetto e ogni anno provi, ti chiedi come sia possibile arrivare a un altro livello: come posso guidare bene come l’anno scorso ma alzare l’asticella di nuovo.

E c’è sempre qualcosa che sprechi e ti porta ad alzare ancora l’anno dopo il livello: è il bello della vita. Però, sì, sento che questo è stato uno degli anni più completi anche se non è iniziato alla perfezione. E con questa lotta contro un altro quattro volte campione, se andrà nel modo in cui ho intenzione vada, allora credo sarebbe senza dubbio l’anno con maggiori soddisfazioni.

Confrontarsi con talenti uguali rappresenta un enorme gioco mentale. Ho sempre avuto quella fiducia in me stesso, ma adesso ho più fiducia nelle mie capacità e doti, come uomo, che mai prima d’ora”.