Daniel Ricciardo finisce il GP del Giappone con una delle sue migliori gare dell'anno (e non solo) risalendo dalla 15esima posizione di partenza fino a un inimmaginabile 4° posto finale. Va bene che la prestazione è stata favorita dai danni causati alle Ferrari dal compagno di squadra, ma non si può nemmeno ignorare o sottovalutare come l'australiano sia arrivato a soli 5"2 da Max Verstappen sotto la bandiera a scacchi.

Il primo a sorprendersi è lui, anche perché prima del via si era detto scettico sulle possibilità di sorpasso a Suzuka, e spiega: «È sorprendente come sia stato in grado di risalire abbastanza facilmente. Sono stato in grado di sfruttare bene la deportanza con le gomme soft e anche se sapevo che avremmo pagato il carico alare nei rettilinei, in realtà riuscivo a stare abbastanza vicino in uscita di curva così da poter tenere la scia di chi mi precedeva».

Da come parla, si capisce che a Ricciardo è passata la delusione che l'aveva portato a quell'urlo di sfogo dopo le qualifiche, prima ancora di togliersi il casco. Infatti: «Avevo un buon assetto e la prima parte della gara (quella con quasi tutti i sorpassi, ndr) è stata molto divertente. Poi siamo passati alle gomme medie e a quel punto si è trattato di coprire Kimi, con il quarto posto "prenotato" da quel momento».

Magari si poteva puntare a qualcosa di più? «Mi sarebbe piaciuto davvero finire a podio, e speravo succedesse qualcosa, ma sento comunque di aver meritato di finire almeno quarto, oggi. È quasi una vittoria, anche Helmut (Marko, ndr) pensava che questa posizione fosse fuori portata. A podio sarebbe stato ancor più bello, ma non posso lamentarmi e sono contento anche per il team».