Ha vissuto la ricostruzione dalle macerie attraverso una formula diametralmente opposta rispetto a quella attuale, Ross Brawn in Ferrari. Verticistica e con il blocco tecnico internazionale, provenienza Benetton, sposato all'eccellenza motoristica dei tecnici capeggiati da Paolo Martinelli, allora. Divenne vincente nel tempo. Vincente, ha dimostrato esserlo anche la formula Marchionne, “orizzontale” nell’organizzazione dell’area tecnica e italiana, nonché dai travasi di risorse tutte interne alla Ferrari. Un’equazione che ha prodotto un blocco compatto e vincente per metà campionato, nonostante errori di pilotaggio di Sebastian Vettel.

Da tecnico e uomo del muretto, l’analisi della stagione ferrarista di Brawn è un invito a fare quadrato intorno al team: Avendo vissuto molte crisi in prima persona nel tempo che ho trascorso in Ferrari, quel che so è che questo è il momento di compattarsi, restare uniti e guardare avanti, senza recriminazioni né facendo il gioco delle accuse. Piloti, ingegneri e management vincono e perdono tutti insieme, è una regola non scritta in ogni sport, non solo in Formula 1. A Maranello lo sanno tutti, adesso è tempo di provare a cambiare le cose e finire la stagione, che ha molti aspetti positivi, in bellezza”.

L’anamnesi del paziente Ferrari 2018 registra indicazioni cruciali e spiegazione stessa del come si sia arrivati a perdere il confronto mondiale con Hamilton e la Mercedes. Sanati i problemi avuti lo scorso anno, di affidabilità e di prestazione sui circuiti più veloci, la “coperta” si è dimostrata essere un po’ corta sulle piste lente, in più con l’insolita difficoltà a gestire le gomme - storico punto forte delle ultime stagioni ferrariste - tra Singapore e Sochi, a causa di novità tecniche che hanno ritrovato l'equilibrio a Suzuka, come approfondiamo nel dettaglio sul numero di Autosprint in edicola. Altro fattore cruciale, il Vettel “poco tedesco e molto meridionale”, come lo definì Marchionne appena al pranzo di Natale 2017. Tanti, troppi errori. Fino ad arrivare all'elemento forse principale, perché collante del team: la perdita, improvvisa, del leader assoluto che ha creato la nuova struttura della GeS.

Ross Brawn aggiunge: Non c’è dubbio che lo shock della morte improvvisa del loro leader, Sergio Marchionne, che è stato un punto di riferimento così forte nel team, abbia un impatto grande ed è del tutto comprensibile.

Hamilton: Imprevedibile il calo Ferrari dopo Monza

È anche ovvio, da una breve analisi di come si comporta la macchina, che la Ferrari ha un pacchetto tecnico molto forte, grazie agli sforzi prodotti negli ultimi anni, che hanno visto il team chiudere il divario tecnico che Mercedes ha costruito sin dall’introduzione delle power unit ibride nel 2014. Rispetto all’anno scorso è migliorata anche l’affidabilità”.