Se l’aspetto tecnico lo analizzi e lo spieghi con il manuale di matematica e fisica, quello umano, del pilotaggio, più che mai nel mondiale che si avvia alle battute finali, è stato dominato da un ricorrere al manuale di psicologia. Per analizzare i due contendenti, Hamilton e Vettel, per discutere di pressione e freddezza nei momenti cruciali. Semplicemente, per provare a dare un perché ai tanti punti persi per strada da Sebastian. 

Il peso di dover vincere a tutti i costi è scontato quando corri per la Ferrari, ancor più che in un team di vertice, per grandezza del mito e per digiuno ormai storico. È il peso che andrà a reggere Charles Leclerc dal prossimo anno. Accanto a Vettel, non dietro Vettel. In lotta per vincere, anche contro Vettel, non a servizio di Vettel. È l’approccio giusto dei talenti che inseguono la consacrazione su una macchina che navigherà al vertice.

Non sono una persona nervosa, in questo sport c’è tensione e, all’inizio, adrenalina, ma non direi agitazione. Se mi chiedi della pressione, credo di poterla gestire perché ho una mentalità che fa sì non la senta affatto. So che tante persone dicono 'sì, ma la pressione che hai in Ferrari è di un altro livello', però la mia mentalità mi permette di scaricarla per intero", racconta a Beyond the Grid.

Abbiamo scoperto un Charles Leclerc molto critico con se stesso nel corso del 2018, che non ha esitato ad alzare la mano e dire ‘Scusate, oggi è colpa mia’. Isolarsi dell’esterno, dalle aspettative naturali che si porta dietro un giovane talento introdotto nell’Olimpo, con una schiettezza quasi brutale, che fa dire a Charles: “Non prendo in considerazione quel che le persone si aspettano da me, l’unica cosa che faccio è concentrarmi su me stesso e provare a dare le migliori prestazioni possibili in pista. E sono anche molto onesto, se il prossimo anno non dovessi andare abbastanza bene, dovrei essere sostituito dalla Ferrari e sarebbe qualcosa che capirei assolutamente. È così che la vedo.

Se dimostrerò di andare bene meriterò di stare lì, viceversa merito d’essere scaricato. Questo penso tolga molta pressione dalle mie spalle”.

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Le correnti di pensiero sull’arrivo di Leclerc in Ferrari si dividono tra quanti – Jacques Villeneuve tra i recenti sostenitori della tesi – dicono soffrirà il confronto con l’esperienza di Vettel e il partito di coloro i quali, invece, vedono nel monegasco una fonte di pressione ulteriore per Sebastian. Non va in Ferrari per imparare, Charles. Va per giocarsi alla pari le proprie carte.

E ribadisce: “So che in tanti pensano questa cosa e non cambierà con quello che dico. Ma come in ogni squadra, inizi la stagione con uno status alla pari, poi a un certo punto, quando un pilota è in lotta per il campionato e l’altro no, allora credo sia normale per il secondo pilota aiutare il primo. Ed è quello che sono pronto a fare nel caso fossi io il secondo pilota e non dovessi avere possibilità di vittoria del campionato. A parte questo scenario non credo che andrò lì per fare il secondo”.

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