Christian Horner, dopo Austin, ha buttato lì, non senza malizia, una valutazione sui problemi tecnici sofferti da Ricciardo, spesso collegati a componenti della power unit (un sensore dell’acceleratore in Giappone, la batteria a Austin): “La cosa ironica è che capitano tutte alla sua macchina. L’anno scorso avveniva il contrario, con Max. Ma da primo pilota Renault non ti aspetteresti che accadano questi problemi

Renault che accoglierà Ricciardo nel 2019 con un progetto, promettono a Enstone, completamente rinnovato sul fronte power unit. Sarà una stagione ancora di crescita e realisticamente servirà il nuovo passaggio regolamentare del 2021 per dare una chance di sfida iridata al team diretto da Cyril Abiteboul. Il recupero del gap attuale, da Mercedes e Ferrari, è troppo ampio da colmare, servirà un azzeramento tecnico, come raccontato recentemente da Marcin Budkowski, intervistato da Autosprint.

Si prepara all’uscita di Città del Messico, Daniel. Sulla carta, un’altra gara nella quale puntare a un risultato importante, vista la competitività espressa un anno fa da Verstappen. Non incapperà in penalizzazioni, Red Bull monterà un pacco batterie già impiegato in stagione, in sostituzione dell’unità danneggiata domenica scorsa.

Guardando al 2019, alla scelta di sposare il progetto Renault, Daniel racconta: “Penso a diversi obiettivi da raggiungere. Come team, punto a ottenere il miglior risultato possibile. Non so quale sia il miglior momento vissuto in queste ultime stagioni, ma se è stato il sesto posto voglio che finiamo quinti. Poi voglio dimostrare a me stesso e agli altri che questa è la decisione giusta, direi che dimostrare a certe persone che si sbagliavano sarebbe bello. E, ovviamente, crescere con il team e vivere i progressi che faremo, far parte della squadra e sentire di ripagare il loro investimento”.

Dimostrare a Helmut Marko più di ogni altro che la mossa giusta è continuare a correre con Renault anziché legarsi al progetto Honda. Dimostrare di valere quanto il pupillo Verstappen. Sarà una scommessa il cui incasso eventuale arriverà nel tempo e, se Red Bull troverà una power unit Honda solida, il 2019 è destinato a vedere ancora ampiamente davanti il team di Milton Keynes rispetto a Renault.

Intervistato dagli spagnoli di AS, Ricciardo è realista sulle possibilità di tornare, un giorno, a correre con una monoposto da titolo iridato. Si sente già pronto, da pilota, e non da oggi: “Cinque anni fa! Voglio dire, nel 2014 credo d’aver corso abbastanza bene da poter essere campione del mondo in quell’anno. Per me, quindi, è già finito il tempo del 'potenziale'. Adesso, all’inizio di questo nuovo viaggio, direi realisticamente che nel 2021 mi piacerebbe essere campione”.