Terzo, come non era più abituato a fare, in qualifica. Eppure, il risultato di Lewis Hamilton nel sabato del Gran Premio del Messico vale comunque il segno più. Per le premesse del venerdì, in difficoltà rispetto a due Red Bull in formato astronave. Terzo a 135 millesimi da Ricciardo, accanto avrà Sebastian Vettel. Davanti, un lungo via nel quale districarsi e non assumersi rischi, magari anche lasciar fare alle due Red Bull.

Contento di un terzo posto, Lewis spiega perché: “Sono molto contento, ieri è stata una giornata difficile, eravamo molto più indietro e oggi siamo migliorati tanto: non ci aspettavamo di essere così vicini. Ho ottenuto il miglior risultato possibile, congratulazioni a Daniel, essere dietro Red Bull oggi non è negativo”.

Quanto fossero in difficoltà dopo la giornata di venerdì, in Mercedes – non che il sabato sia stato immune da problemi, visto quello occorso a Bottas alla power unit nelle libere 3 -, Hamilton lo sottolinea con una previsione fosca: “Non sono per nulla deluso del terzo tempo, siamo arrivati qui con l’obiettivo di vincere, ma fosse rimasta la macchina di ieri saremmo stati ottavi o noni: aver fatto questi progressi mi rende molto felice”.

Lewis ha pagato dazio soprattutto nel secondo settore, con il confronto dei migliori intertempi che premia Ricciardo di quasi 3 decimi. Come per la Ferrari, più aderenza sviluppata dalla RB14, nello specifico: “Le Red Bull erano di una categoria a parte in generale, con il loro settore centrale non c’era modo di riprenderli. Vanno meglio in generale, perché hanno più carico al posteriore e soffrono meno il graining”.

Qualifica tiratissima, scrive una griglia di partenza che si annuncia pirotecnica domani. Correre con la testa, allo spegnimento dei semafori, un’esigenza, vista la pratica mondiale da mandare nel cassetto. Attaccare? Lewis anticipa: “Visto quel che è successo l’anno scorso, non so, dipenderà molto da come scatteremo al via. C'è una buona scia partendo terzo, lotterò per guadagnare la posizione ma sono consapevole che davanti ci sono due tori.

Questo è un gran circuito, per superare però non credo sia possibile, si può lavorare sulle strategie, vedremo come si svilupperanno le cose.

È difficile passare dal terzo al primo posto quando il livello delle macchine è molto vicino. Con la differenza di passo non puoi superare e con le gomme sarà un grosso problema. Non significa non potrò recuperare, possono accadere tante cose, non sai cosa può accadere tra le macchine.

Sul passo non andavamo male, cercheremo di tenerci fuori dai problemi all’inizio e lanciare poi la nostra sfida”. Tradotto, essere lì, alla finestra, aspettare che i due davanti facciano la frittata e giocarsi le proprie carte sulla distanza.

Città del Messico pone l’accento più sul carico aerodinamico sviluppato in condizioni critiche che non sulla potenza pura della power unit, così ti ritrovi il motore Renault davanti al Mercedes e al Ferrari, con buona pace delle mappature estreme da qualifica e Hamilton chiosa: “Col carico aerodinamico che riescono a sfruttare qui riescono a colmare il gap col nostro motore, che non si esprime al meglio in questa pista”.