Anche stavolta le qualifiche sono state elettrizzanti: sebbene alla fine abbia monopolizzato la prima fila, la superiorità della Red Bull non era così scontata. E soprattutto non era scontato che a conquistare la pole position proprio sotto la bandiera a scacchi sarebbe stato Daniel Ricciardo, riuscito con un giro volitivo (ma anche molto preciso nello sfruttare le gomme hypersoft) a superare di 26 millesimi il compagno di squadra Max Verstappen. Significativo come ai box Helmut Marko abbia mostrato la sua delusione in diretta, cosa che la dice lunga sulla posizione dell'australiano all'interno della squadra e sulle motivazioni che l'hanno portato a preferire la Renault per l'anno prossimo.

Tuttavia partire davanti non è sempre la situazione migliore sull'autodromo Hermanos Rodriguez, per via del lunghissimo rettilineo che permette di sfruttare la scia da parte di chi segue. E chi segue non è certo qualcuno che difetta in potenza e velocità: 3° a soli 135 ms abbiamo infatti Lewis Hamilton e al suo fianco "attardato" di altri 76 ms è Sebastian Vettel. Ai due contendenti per il titolo si presenta quindi un'ottima occasione al via (a patto ovviamente di scattare bene) sebbene possa intimorire un po' l'idea di questi quattro che si avventano assieme alla prima staccata…

Peraltro i due della Red Bull potranno far valere la grande deportanza delle STR14, che oltre a dare stabilità permetterà alle gomme di andare prima in temperatura. Per cui le fasi iniziali non saranno certo tranquille. Non vi saranno invece altri fattori di diversificazione, dato che tutti i piloti dei tre top team hanno affrontato le Q2 con gomme ultrasoft e di conseguenza partiranno con quelle. Dunque anche Valtteri Bottas e Kimi Raikkonen che partiranno in terza fila proprio alle spalle dei rispettivi compagni di squadra.

Tra gli inseguitori si conferma per adesso il buon weekend della Renault: le minori differenze motoristiche determinate dall'altitudine valgono per tutti i motori francesi, anche quelli della Casa madre, e pure per Alonso. Così in quarta fila abbiamo Nico Hulkenberg e Carlos Sainz, con il tedesco riuscito a fare una certa differenza in questa occasione, davanti di 0"257. Buon risultato anche per Sauber, con entrambi i piloti in top ten e affiancati in quinta fila: in questo caso Charles Leclerc è riuscito a stare a soli 105 ms da Sainz e davanti di 324 ms a Marcus Ericsson.

Va però evidenziato che le Force India non hanno insistito per entrare in Q3, affrontando anzi le Q2 addirittura su gomme supersoft, prima di passare alle ultrasoft. Questo allo scopo di poter affrontare la gara con libertà di scelta in tema di pneumatici, partendo comunque da posizioni appena retrostanti: infatti Esteban Ocon è riuscito a finire 11° mentre Sergio Perez è 13°. Tra i 3 decimi che separano i due si è inserito Fernando Alonso, autore di due considerevoli "colpi di reni" prima in Q1 e poi in Q2. Bravo anche Brendon Hartley nel riuscire a passare le Q1, come pure Pierre Gasly che però poi in Q2 fa solo un ingresso "di presenza". Avendo infatti accumulato 20 posizioni di penalità (per sostituzioni di power unit e cambio) partirà comunque ultimo e quindi non serviva sprecare gomme.

Del resto anche Romain Grosjean partirà tre posti indietro e non 16° per via della penalità rimediata negli Usa, in seguito alla tamponata a Leclerc. Ma non è questo il problema della Haas, come dimostra anche il 18° tempo di Kevin Magnussen: le macchine italo-americane non riescono infatti a mandare correttamente a regime le gomme, vedremo se la situazione migliorerà in gara. Infine, con Stoffel Vandoorne 17° (ma 15° al via) in coda alle qualifiche troviamo nuovamente le Williams, con Lance Stroll davanti a Sergey Sirotkin per meno di 2 decimi. Ma conta di più il secondo che li separa da una qualifica più dignitosa…