Hamilton campione di ragionevolezza in una gara incolore, Lewis il superbo, legato al cordone ombelicale del suo mito Ayrton Senna, dopo il quale e forse nel segno del quale tutti gli altri paragoni sono transitori. La Mercedes numero 44 chiude al quarto posto il Gp del Messico e porta il suo pilota al quinto titolo mondiale. I complimenti di Vettel sono una formalità nella rincorsa ideale ai sette campionati di Michael Schumacher: “È una sensazione molto strana quella che provo ora. Ma innanzitutto voglio dire grazie a tutti i tifosi presenti, che rendono il GP del Messico speciale. In secondo luogo voglio ringraziare il mio team. Alla radio ho detto che non ho vinto il mondiale qui, ma grazie al loro duro lavoro in tante gare. Voglio poi ringraziare chi ha lavorato in fabbrica e i nostri partner e la Mercedes, ovviamente. Io sono qui dal 2013 ed eguagliare ciò che ha fatto Fangio è una sensazione incredibile. Davvero surreale. È stata una gara orribile. Ero partito benissimo e stavo recuperando posizioni, ma poi non so cosa sia successo. Ho faticato tantissimo, ma ho cercato di tenere duro e portare la macchina al traguardo. Sono davvero grato di esserci riuscito oggi. Voglio ringraziare la mia famiglia a casa”.