Messico terreno di caccia di Red Bull e Max Verstappen. Bissa il successo di un anno fa, ancora un dominio, figlio di condizioni tecniche che esaltano la RB14. Torna a vincere dopo l’esibizione in Austria, con tutt’altra autorevolezza e allunga la striscia di risultati positivi.

Mai un vero confronto diretto nei 71 giri. In partenza ha la meglio su un Hamilton che scatta bene ma non ha la necessità di produrre l’affondo in curva 1. Poi un ritmo insostenibile per chiunque, il pit al giro 13 in perfetta finestra per montare la Supersoft e puntare al traguardo.

Fa gara solitaria in testa, il graining è un perfetto sconosciuto e i distacchi rifilati sotto la bandiera a scacchi - Hamilton ben oltre il minuto, Bottas, quinto, doppiato, Hulkenberg sesto a due giri - descrivono lo strapotere mandato in scena.

Il neo del sabato rovinato da Daniel Ricciardo, autore della pole, resta sul week end altrimenti perfetto di Verstappen. “Fantastico, la partenza è stato il momento chiave della gara. Sarebbe stato carino partire in pole ma no, non è stato necessario. Sono riuscito a fare la mia corsa, sono molto contento del passo che avevamo, non abbiamo mai ricevuto pressione: è una bella sensazione.

Non ho dormito molto bene stanotte, ero molto determinato a vincere e ci siamo riusciti. Il team ha fatto un lavoro fantastico, la macchina ha funzionato molto bene e avevamo le gomme giuste”.

Gomme, soprattutto. Gestite alla perfezione grazie al maggior carico aerodinamico sviluppato dalla RB14 e con il muretto sveglio a coprire la mossa alternativa della Ferrari con Vettel, di provare il tutto per tutto nel finale di corsa con la gomma Ultrasoft.

Verstappen pitta un giro dopo Seb, al 48°, perde diversi secondi dal bottino di circa 12 secondi ma riallunga rapidamente mentre Vettel avvicina Ricciardo. Campanello d’allarme l’ennesimo ritiro per problemi tecnici, Max racconta: “È stato un peccato perdere Daniel, sarebbe stato bello fare doppietta; quando si ritira l’altra macchina vuoi che non accada lo stesso all’altra. Avevamo un vantaggio consistente e gomme in buone condizioni. Dopo il ritiro di Daniel ho solo chiesto al team di abbassare un po’ il motore per stare sicuri”.

Nel giorno della festa di Lewis Hamilton, Max sottolinea: Non me la sono mai potuta giocare alla pari con lui. Ha vinto perché è stato il più regolare tra i due (tra Lewis e Seb; ndr), noi non avevamo l’opportunità di essere in lotta per il mondiale”. Parole che sanno di un arrivederci a una lotta continuamente rinviata e difficilmente realizzabile nel 2019.