Daniel Ricciardo non merita il 2018 che ha vissuto. Stagione infernale in Red Bull e a nulla valgono le due vittorie conquistate in Cina e a Monaco. Serie nera che dura da troppo tempo ormai, ben 8 ritiri causati prevalentemente da problemi tecnici. Costretto a vivere in un clima difficile da prima ancora che annunciasse la decisione, sorprendente, di correre per Renault nel 2019. 

Un avvio di campionato nato sotto i migliori auspici ma pur sempre consapevole che il team, Helmut Marko più di tutti, considerava Max Verstappen il pilota sul quale puntare. La realtà, a Daniel, si è manifestata chiara sin da Austin 2017, dalla decisione di prolungare il contratto di Max e investirlo completamente dei galloni di pilota da portare al titolo mondiale.

Cambiare aria, come ha spesso ripetuto Daniel, era così una necessità. Quel che non era preventivabile, la serie di ritiri al limite dell’incredibile, per la precisione con la quale hanno colpito la Red Bull numero 3. Problemi elettrici, idraulici, alla trasmissione, alla power unit, ne sono capitate di ogni tipo al pilota australiano, che ha esaurito parole e forse anche gli stessi sentimenti di rabbia.

“L’amore per questa macchina sta diminuendo molto in fretta. Non si tratta più di frustrazione, piuttosto è un essere senza speranza. In tutta sincerità non vedo il motivo di arrivare alla domenica, non vedo il motivo di correre le prossime due gare”, racconta con un volto che non immagineresti possibile abbinato alla figura dell'australiano.

“Non sono un tipo superstizioso né altre stron**te, ma la macchina è maledetta. Capitano tutte alla domenica e non ho più spiegazioni da darmi. Questa macchina… la lascerò guidare a Gasly, per me è finita”. A Città del Messico ha rovinato i piani di Verstappen e Marko al sabato, privando Max del record quale pilota più giovane ad aver conquistato una pole position. E le parole del gran capo non fanno che tratteggiare contorni ancora più marcati al quadro di “sopportato in casa” che può leggersi nel rapporto Ricciardo-Red Bull: se la goda, la pole, che in Renault passerà del tempo prima di farne una. La sintesi delle parole di Herr Marko.

Un rapporto giunto al punto più basso di sempre, più basso anche della vittoria strappata a Monaco, nel 2016, dall’errore al pit. E quali saranno gli scenari a Interlagos e Abu Dhabi è tutto da scoprire. La determinazione, sorprendente, di Daniel, che non usa mezzi termini e lancia pubblicamente la possibilità di chiudere la stagione in anticipo. Non sarebbe certo un problema per Red Bull, immagine a parte, fare a meno e rimpiazzarlo con un Gasly.

“Non ho più parole, non ho più parole. Anche in partenza, per tutto il week end le prove sono andate bene, poi la modalità del prestart ha fatto schifo quando serviva. Ci vediamo l’anno prossimo, le prossime due gare non le voglio”, ha raccontato Daniel a chiusura di un week end che poteva regalare un bel ritorno sul podio e, invece, gli consegna l’ennesimo problema, idraulico stavolta, e il ritiro a 9 giri dal termine.