Il rumours circola già da diversi giorni. Ricco di fascino, perché si legherebbe a una storia che ha imboccato strade diverse da quelle pianificate, che ripercorriamo sul numero di Autosprint in edicola. Robert Kubica vestito di Rosso. In Ferrari, sebbene da pilota del simulatore. Il ruolo è carico di importanza nello sviluppo della monoposto e nello stesso indirizzo delle scelte nel corso del week end di gara, è innegabile, però, rivesta molto meno appeal di un posto da titolare in griglia, nonostante il prestigio del simulatore in questione.

In un quadro di mercato che vede solo due sedili ancora da assegnare, quello in Toro Rosso – di Brendon Hartley – destinato ad Alex Albon, quello in Williams conteso da Ocon, Sirotkin e lo stesso Kubica, la necessità di trovare un pilota esperto da far girare al simulatore si è resa un’esigenza cruciale per la Ferrari alla luce degli impegni di Antonio Giovinazzi e Daniil Kvyat. Il pilota russo rientra in Formula 1 con Toro Rosso dopo una stagione spesa al simulatore a Maranello, Giovinazzi sarà titolare in Alfa Romeo Sauber.

Nelle scorse settimane era circolato anche il nome di Stoffel Vandoorne quale possibile candidato, che sarà sì pilota del simulatore ma in Mercedes, oltre agli impegni in Formula E.

Kubica non molla: obiettivo F1 nel 2019

Quanto a Kubica, Williams ha già spiegato come i tempi per decidere quale pilota affiancare a George Russell ricalcheranno quelli del 2017, pertanto si dovranno attendere i test di Abu Dhabi e, probabilmente, il mese di dicembre per capire su chi cadrà la scelta, strettamente legata al sostegno economico che potrà essere garantito al team (nel 2018 l’investimento di SMP su Sirotkin è stato indicato in circa 14 milioni di euro).

A tal proposito, indiscrezioni di stampa circolate in Russia, successive a un incontro tra Kubica e il gruppo PKN, sostenevano la presenza di un supporto di 10 milioni di dollari al sedile da titolare in Williams.