Fosse un mondiale da alta montagna, Red Bull avrebbe lottato alla pari con Ferrari e Mercedes, forse l’avrebbe anche vinto a mani basse, vista la competitività espressa a Città del Messico. Là dove la power unit Renault ha trovato il livellamento verso il basso di Mercedes e Ferrari, consentendo a Red Bull di esprimersi al meglio sulle materie nelle quali primeggia: aderenza meccanica e carico aerodinamico

Il mondiale, però, si corre su 21 gare e gli exploit di Monaco, di Città del Messico, piste specifiche più che mai, non bastano a levare il bollino di stagione ancora, nei fatti, fallimentare. Avrebbero dovuto essere candidati al titolo, obiettivo mancato. Colpe sempre scaricate su Renault.

Dalla partnership con Honda si annuncia, oggi, un grandissimo potenziale. La creazione di grandi aspettative andrà sostenuta nel 2019. Max Verstappen non a caso si è pronunciato con toni più cauti, di una stagione che sarà di crescita per puntare nel 2020 al titolo, anche se dopo il Gran Premio del Messico si è lasciato andare anche l’olandese, anticipando come le simulazioni al banco indichino un gran miglioramento della power unit 2019.

Più preciso ancora è Helmut Marko. L’ultima evoluzione Honda 2018 è accreditata di una potenza equivalente a Renault, migliorìe portate in gara a Suzuka per la prima volta e dalle quali si è continuato a lavorare, collezionando penalità che poco contano, in una lunga sessione di test supplementari nella quale si è trasformata la stagione dopo l’annuncio della fornitura a Red Bull.

Ci aspettiamo che Honda sia solo 10 kilowatt (14 cavalli; ndr) dietro Ferrari e Mercedes. Scommettiamo di poter compensare il divario con il buon telaio che abbiamo”, ha dichiarato Marko ad automotorundsport. Un gap che vorrebbe dire raggiungere i 1.000 cavalli o quasi, soglia conquistata dai motoristi di riferimento nella modalità d’impiego in qualifica. Oggi Honda è accreditata di circa 950 cavalli.

“Siamo assolutamente speranzosi in vista del prossimo anno. Abbiamo già i valori della configurazione aerodinamica con le nuove ali e ci rendono molto ottimisti”, ha aggiunto Marko. Nuova ala anteriore semplificata, destinata a produrre una riduzione del carico aerodinamico, un provvedimento tampone introdotto dalla FIA per arginare le difficoltà, altrimenti sempre maggiori fino al 2021 della nuova configurazione aerodinamica, nel seguire un’altra monoposto a breve distanza.

La competitività vista a Città del Messico difficilmente sarà ripetibile a Interlagos e Marko spiega:In Brasile sarà difficile ripeterci a causa del lungo rettilineo in salita, vedremo cosa accadrà ad Abu Dhabi. Al momento abbiamo una macchina molto veloce e abbiamo fatto molto bene nelle ultime gare.

Non volete mai crederci quando ve lo dico, ma il risultato del Messico arriva quando tutti abbiamo prestazioni del motore simili”.