Concluso lo sviluppo e la fase di test con le squadre del prodotto che andrà in pista nel 2019, Pirelli si prepara alle ultime due uscite stagionali. Gran Premio del Brasile, Interlagos, da affrontare con lo stesso abbinamento di mescole proposto 12 mesi fa, quando vinse Sebastian Vettel e Lewis Hamilton si rese protagonista della rimonta dai box al quarto posto sotto il traguardo.

Gara come consuetudine stagionale vuole da impostare su un singolo pit-stop, scenario centrato dal vincitore un anno fa. Si arriva a Interlagos, soprattutto, con le esibizioni di Città del Messico e Austin ancora vive, con le difficoltà avute da Mercedes.

E su un tracciato particolarmente stressante sulla gomma posteriore destra, sarà interessante leggere il comportamento delle W09 in gara. Posteriore destra sollecitata in appoggio e trazione, dalla Curva do Sol al settore più guidato, quello centrale, fino alla veloce Mergulho e l’ultima curva che immette sull’allungo in salita.

Il rendimento delle gomme dipenderà parecchio dal clima che presenterà San Paolo. Rischio pioggia al momento allontanato dal week end di gara, solo possibili, brevi, scroci di pioggia in gara, più che mai calda, con 27° C nell'aria che, se confermati, si tradurranno in un asfalto da oltre 50° C, come accadde un anno fa (da massimo storico i 60° C toccati in gara).

“Da questa gara non ci aspettiamo particolari novità: rispetto a quelle dello scorso anno, le tre mescole portate qui sono più morbide di uno step. I pneumatici White medium e Yellow soft del 2018 si possono infatti paragonare a soft e supersoft 2017, le due mescole usate nella strategia vincente dello scorso anno. Di conseguenza, il P Zero Red supersoft di quest’anno è equivalente al Purple ultrasoft 2017, mai utilizzato in Brasile. Quindi, la supersoft che useremo quest’anno è in realtà al debutto come grado di morbidezza, commenta Mario Isola.

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“Il traffico in pista e i sorpassi fuori traiettoria sono due aspetti molto importanti da gestire a Interlagos. Anche il degrado è un fattore da tenere in considerazione, dati i carichi ai quali sono sottoposti i pneumatici nelle curve veloci, oltre alle possibili temperature molto elevate, anche se non ci aspettiamo livelli di degrado particolarmente elevati in condizioni normali”.

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Un asfalto mediamente abrasivo, come intermedia è la classificazione nella scala di valutazione Pirelli del livello di aderenza. Le sollecitazioni laterali elevate e il carico aerodinamico medio-alto necessario per bilanciare il grip nella parte centrale senza pagare troppo nell’allungo finale dettano pressioni di gonfiaggio alte, con 23 psi per le gomme anteriori e 21 psi al posteriore.

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