Nel percorso di rifondazione intrapreso dalla McLaren, sarà il pilota di riferimento, che dovrà guidare il team a un ritorno nelle posizioni che non occupa ormai da troppo tempo. È un 2019 carico di sfide quello che attende Carlos Sainz, chiamato a guidare il team nella giusta direzione, non fosse altro per la maggiore esperienza che ha rispetto a Lando Norris. McLaren fresca d'annuncio dell’arrivo di Sergio Sette Camara, nuovo tester e pilota di sviluppo: 20 anni, brasiliano, è alla seconda stagione di Formula 2.

L’augurio che il 2018 sia stato l’anno del peggio di così sarà impossibile accompagna Carlos Sainz Sr, che commenta, intervistato da Movistar: “La McLaren non ha fatto i compiti a casa negli ultimi anni e ha rappresentato una delusione. Tutti pensavano che con il motore Renault sarebbero stati almeno sullo stesso livello o davanti al team ufficiale, ma non è stato così. Si è trattato di un tornare alla realtà ma credo davvero che abbiano persone capaci. È una squadra in grado di reagire, dopo una stagione nella quale voglio credere che abbiano toccato il fondo.

Va già bene che ci siano persone che dicano ‘non era colpa del motore, abbiamo fatto le cose nel modo sbagliato’. Sono ottimista, le cose andranno bene il prossimo anno”.

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Sainz protagonista di una buona seconda metà di stagione, rispetto alle difficoltà iniziali avute in Renault, una RS18 con la quale non ha trovato immediatamente il feeling giusto per esprimersi al meglio. Scenario che potrebbe ripresentarsi il prossimo anno, in un continuo cambiare ambiente, da Toro Rosso a Renault a McLaren, che ha contraddistinto il percorso in Formula 1.

Confronta mondi diversi, Sainz Sr, per dire dei limiti insormontabili: “Nel rally il pilota può esprimere meglio se stesso, conta di più, in Formula 1 la macchina è determinante. È stato difficile per Carlos capire la macchina all’inizio, non si trovava a proprio agio e fa la differenza tra trovare o meno l’ultimo decimo o decimo e mezzo”.

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