Force India scommette decisa su un 2019 in ulteriore crescita, Otmar Szafnauer non ha nascosto l’ambizione di puntare al terzo posto nel mondiale Costruttori. Mancherà il quarto, per il terzo anno di fila, solo a causa dell’azzeramento dei punti frutto del cambio di denominazione, a seguito dell’investimento di Lawrence Stroll. È un obiettivo realisticamente possibile, quello a cui punta il team?

Buono per le ambizioni, stimolo necessario per proseguire su alti livelli, la scuderia di Silverstone potrà contare sugli investimenti di Stroll e, con lo scenario Red Bull-Honda tutto da verificare – sebbene gli indizi dicano di una competitività sufficiente per confermare almeno l’attuale ruolo – il sogno di proseguire la scalata al vertice potrebbe non essere del tutto campato in aria.

Convinto sia ancora il miglior team nel quale essere, al di fuori dei top 3, Sergio Perez si proietta al 2021, prossima finestra “utile” sul mercato piloti per ambire a un sedile di primo piano. Auspici e bilanci, su una carriera solida nel periodo della rinascita, costruito proprio in Force India.

“Credo che per il talento che ho, a oggi avrei dovuto ottenere risultati più grandi. Al tempo stesso sono consapevole di quanto in Formula 1 conti il giusto tempismo, di come le opportunità siano limitate in termini di squadre nelle quali puoi approdare e di quanto possano essere competitive.

Il 2012 è stato l’anno più grande e probabilmente allora scelsi la squadra sbagliata, questo ha inciso un po’ sulla mia carriera”, racconta Checo a F1.com.

Scelse la McLaren, la prima del dopo-Hamilton, il primo top team nel quale ha corso e con una monoposto problematica. Ne venne fuori, da quell’esperienza, non con la nomea che vorresti. La maturazione avuta in Force India lo ha ripagato di risultati importanti per il mezzo che si è ritrovato a guidare. Non solo, ha tenuto testa (e battuto) talenti quotati, da Hulkenberg a Ocon.

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Ha ancora l’età buona (28 anni) per coltivare il sogno di una guida in un team vincente, non pensa certo al momento in cui staccarsi dalla Formula 1: “Siamo piloti e non ci stanchiamo mai di questa vita. La competizione, la passione, il modo in cui viviamo la vita, è difficile fermarsi. A volte è deludente non avere l’opportunità di guidare una buona macchina ma la competizione è sempre lì, è quel che mi guida. Voglio continuare ancora per un bel po’ e vedere quali opportunità si presenteranno nel 2021, quando cambieranno i regolamenti. Vedremo se accadrà qualcosa.

Nessuno si sarebbe mai aspettato che Valtteri finisse alla Mercedes. È la prova che le cose possono accadere, molto è legato al timing e alla fortuna, finora non sono stati dalla mia parte. Vedremo se lo saranno nei prossimi anni, non sai mai cosa accadrà in Formula 1”.

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