Quale sarà la geografia del mondiale di Formula 1 nel volgere di un paio di anni? Arriva il Vietnam, l’Olanda è in trattative per tornare ad avere un gran premio in calendario, Silverstone è al passo d’addio se non dovesse sottoscrivere un nuovo, più vantaggioso, contratto con Liberty Media. Poi c’è l’espansione negli USA, che sia Miami o un altro gran premio cittadino.

I Santuari delle Corse non possono essere barattati con eventi cittadini. Una Silverstone semplicemente non può essere sostituita da un Gran Premio nel centro di Londra. L’evento avrebbe massima eco, non si discute. E lo sport? E le Becketts? E la Copse? Sul futuro del Gran Premio di Gran Bretagna si è espresso Sean Bratches, responsabile degli aspetti marketing della Formula 1 per Liberty Media. Marketing, come vendere al meglio il prodotto, nel modo più efficace.

E se Silverstone fa parte delle gare storiche in calendario, Bratches chiarisce: “Siamo una realtà con una storia di 68 anni e la natura dei gran premi è il loro dinamismo. Silverstone è stato il primo gran premio della Formula 1 ma non abbiamo corso sempre lì in tutti questi anni. La gara si è svolta a Brands Hatch e su altri circuiti, niente è immutabile in questo sport in termini di posti nei quali corriamo.

Teniamo in gran considerazione certe gare e facciamo quel che possiamo per preservarle, ma siamo un business. Siamo una compagnia pubblica e abbiamo molti azionisti e portatori di interessi e stiamo provando a mettere insieme quello che è meglio per i tifosi con la gestione di un business di successo”.

Tutelare il patrimonio Silverstone, come lo è Monza – sulle trattative di rinnovo si potrà contare ancora sui 25 milioni di euro spalmati su 5 anni, garantiti da Regione Lombardia -, Spa, dalla tentazione di una miriade di gare-evento ambientate nelle metropoli più in vista, è un imperativo.

E Bratches chiarisce: Vogliamo anzitutto preservare le gare storiche, sono molto importanti per la Formula 1 e per i tifosi. Parlo delle Silverstone, delle Spa, delle Monza. Poi abbiamo un insieme di gare su circuiti cittadini e cittadini ibridi, nelle quali corriamo in parchi e città, come Melbourne, Montreal e Città del Messico. Il terzo segmento vede strutture realizzate appositamente come Shanghai, Austin, Bahrain. Oltre tutto ciò stiamo cercando di individuare ulteriori gare stradali e questa in Vietnam rappresenta un altro passo verso la nostra visione”.