Ebbe la chance di vincere, un anno fa, Valtteri Bottas a Interlagos, ma la perse subito in partenza. Al finlandese restano due gare ancora per trovare una vittoria quest’anno sfuggita tra cattiva sorte ed esigenze di interessi superiori, di gioco di squadra per mettere al sicuro il mondiale Piloti. Ora che quel titolo è in cassaforte, “può vincere” Valtteri. 

Provare a conquistare un successo pieno, senza regali, che Lewis Hamilton, peraltro, non contempla tra le possibilità: “Il team non mi chiederà di lasciarlo vincere. Non è qualcosa che ho chiesto a Valtteri, non credo vorrebbe. Vorrà vincere da sé. Perciò non so se gli farò il favore nel senso di dargli una vittoria, non credo a ogni modo che ne abbia bisogno, è in grado di farcela da solo.

Tutto quel che posso fare è provare a essere di supporto nel corso del weekend. Sono sempre davvero molto aperto sugli assetti e continuerò a esserlo”.

Scenario escluso anche da Bottas. Se vittoria sarà, dovrà essere piena. C’è, però, una premessa da verificare, prima di ragionare sull’ordine d’arrivo. Mercedes tornerà competitiva, si lascerà alle spalle il pessimo Gran Premio del Messico? In Brasile le W09 correranno ancora con la specifica di cerchi posteriori “chiusi” nei fori di raffreddamento e Hamilton, a Interlagos, commenta: “Spero che andremo in macchina e la sentiremo più normale e saremo più competitivi, abbiamo ancora un lavoro da portare a termine per vincere il titolo Costruttori, perciò il focus resta esattamente lo stesso delle gare precedenti.

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Arriviamo su un’altra pista piuttosto dura sulle gomme, lo è sempre stato il Gran Premio del Brasile, ma non siamo andati malissimo qui. Questa è una pista che credo funzioni bene con una macchina agile, più corta, spero però che riusciremo a portare la nostra nelle giuste condizioni per poter lottare con le Red Bull e le Ferrari, che sono tornate a prendere la mira”.

Interlagos ha sempre esaltato le Mercedes, sarà un interessante passaggio di verifica pertanto proprio sulla gestione delle gomme, le più stressate in assoluto, non a caso, le posteriori. Resta molto abbottonato su quanto accaduto in Messico, Hamilton, sui perché dei problemi sofferti con le gomme. “Resta un mistero, non sempre accade che trovi tutte le soluzioni. Sono fiducioso del fatto che tutti abbiano lavorato il più possibile per capire e correggere i problemi. Ma potrebbe volerci ancora questa gara o anche la prossima prima di capire del tutto.

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Resta ancora tanto lavoro da fare, anche in questa fase della stagione ci sono cose che puoi comprendere e migliorare, metodologie che puoi applicare sul prossimo anno, in particolare, che sarà piuttosto importante. Anche se non sono state grandi gare, sono risultate un’utile curva d’apprendimento per noi.

Non ho, davvero, un’idea su come andranno le prossime gare e non so spiegarvi perché siano state così difficili le ultime, l’ultima in particolare”.