Interlagos riporta in pista il motore Honda evoluto, la specifica 3 messa da parte in Messico per i timori legati al rendimento in gara ad alta quota. In Brasile si corre sì ad altitudini insolite, ma gli 800 metri circa sono nulla in confronto ai 2.250 metri di Città del Messico. Prestazioni che dovranno supportare la rincorsa Toro Rosso a Sauber ma, soprattutto, prestazioni che si sviluppano con orizzonte 2019, quando Red Bull è certa di poter contare su un supporto all’altezza. 

Ed è Max Verstappen a chiarire, ancora una volta, come non si tratti di speranze e auspici vuoti, tutt’altro: Quel che diciamo di Honda non sono bugie. Non diciamo cose che non sono corrette, vediamo tutti i numeri ma è chiaro che tutto dipenderà dai progressi che verranno fatti dai nostri avversari”.

Prestazioni e tenuta dovranno crescere di pari passo per dire di una scommessa finalmente vinta, da Honda. Sarà vinta, da Red Bull, già con un livello di competitività adeguato a ripetere i risultati maturati quest’anno con il motore Renault.

“Sono realista, prevedo che saremo indietro in termini di potenza all’inizio della prossima stagione”, riporta Autosport. “Ma senza alcuni dubbio andremo meglio di quando non vada oggi. Se sarà sufficiente per essere in lotta al vertice è da dimostrare. Si tratterà di non perdere troppo terreno nella prima parte del campionato”, aggiunge Max.

Ottimismo più bilanciato di quanto non abbia espresso Helmut Marko, convinto che già il prossimo anno Red Bull potrà lottare per il mondiale e sfidare Mercedes e Ferrari, indicando in 15 cavalli il divario di potenza che separerà la power unit Honda dalle due migliori del lotto.