Il fatto che il titolo sia ormai già assegnato matematicamente, non significa certo che i piloti affrontino le ultime due gare in relax o guidando "col braccio fuori". Le prime prove a Interlagos lo dimostrano, con distacchi ridottissimi sia in FP1 che in FP2: nel primo turno i primi 3 erano racchiusi in soli 96 millesimi e nel secondo il gap si è ridotto ancora, a 73 ms. Alla fine della giornata a svettare è Valtteri Bottas per soli 3 millesimi sul compagno di squadra Lewis Hamilton, che a sua volta ha sopravanzato Sebastian Vettel di 7 centesimi.

Primo a montare le Pirelli supersoft per le simulazioni di qualifica – la Ferrari ha peraltro manifestato una certa tendenza al blistering in queste prime prove – Kimi Raikkonen ha però sbagliato una frenata, accumulando un gap di 0"566 che ha permesso di inserirsi davanti Daniel Ricciardo (4° a 0"318) e Max Verstappen (5° a 0"493). L'olandese è stato a lungo fermo ai box per una crepa in un elemento del circuito di lubrificazione, ma è comunque riuscito a completare 28 giri (contro i 48 di Bottas e di Sainz).

Molti meno i giri completati da Nico Hulkenberg, uscito di pista quasi subito: perdendo la macchina in accelerazione oltre il cordolo di curva 12, è andato a picchiare contro le barriere in corrispondenza di curva 13, causando notevoli danni alla sua Renault e l'uscita delle bandiere rosse. Con Carlos Sainz solo 14°, a svettare tra "gli altri" torna stavolta la Haas con Romain Grosjean 7° e Kevin Magnussen 9°, staccati tra loro di 0"238. Spazio nel quale si inserisce bene Charles Leclerc, 8°.

Chiude la top ten Esteban Ocon, staccato di un ulteriore decimo e mezzo, appena davanti al compagno di squadra Sergio Perez, 11° a 0"161 dal francese. Soli 10 ms il gap in più di Pierre Gasly, che precede a sua volta Fernando Alonso di 2 millesimi. Qualche problema di più per Stoffel Vandoorne (fermato anticipatamente ai box) e Brendon Hartley permette alle Williams di non chiudere la lista, con Sergey Sirotkin 16°. Ma in ogni caso, a parte Hulkenberg fermato dall'incidente, tutti i piloti sono racchiusi in nemmeno 1"9 e pure i passi gara non sono stati troppo diversificati. Per cui tutto ciò, per quanto vada considerata la ridotta lunghezza del tracciato e il fatto che "è ancora venerdì", può far sperare in una gara ancor più aperta e spettacolare del solito sia tra i top driver che nelle retrovie.