È autore del consueto giro perfetto al sabato, Lewis Hamilton. Conquista Interlagos, la pole nel Gran Premio del Brasile. Ma passa in secondo piano, perché a far notizia è la scelta della direzione gara, che decide di non decidere, nemmeno prende in esame le manovre rischiose effettuate da Lewis in Q2. Non c’è chiaramente il dolo di voler rovinare il giro né a Raikkonen né a Sirotkin, peraltro nel primo caso con ripercussioni marginali. È l’uniformità di giudizio di situazioni simili a mancare, basta tornare con la mente al Gran Premio d’Austria e la penalizzazione di 3 posizioni comminata a Vettel per aver ostacolato Carlos Sainz, eppure nel giro successivo quello veloce, quindi senza averne condizionato la prestazione. 

Sirotkin ha spiegato il perché del proprio giro di lancio a ritmo elevato, la necessità di tenere calde le gomme. E, posto che nel tuo giro di lancio gestisci come meglio ritieni la velocità necessaria a sfruttare al meglio la monoposto (semmai è l'eccessiva lentezza a essere penalizzata), appare quantomeno singolare la spiegazione data da Hamilton e il ribaltamento della responsabilità sul russo, anziché sul proprio scarto che ha obbligato Sirotkin a una manovra al limite per evitare l’incidente.

“Tutti erano sul giro d’uscita, io, Sergey e tutti gli altri davanti a me. E quando sei su un giro d’uscita – Valtteri era davanti e stava rallentando per crearsi il proprio margine di pista libera, quindi ho dovuto rallentare anch’io. Mi stavo accertando di avere il gap ma tutto all’improvviso ho visto una macchina arrivare veloce ed è stato come “Mio Dio, sta arrivando qualcuno sul giro veloce?” e mi sono spostato a sinistra, ma anche lui (Sirotkin; ndr) ha scelto sinistra.

Non era però sul giro veloce, quindi non so a cosa stesse pensando. Tutti sappiamo tenere il gap, è stata una manovra irrispettosa. Io stavo provando a levarmi dalla sua strada e poi lui doveva affrontare la curva e ha rallentato. È stato strano, del tutto non necessario perché dietro di lui c’era spazio e alla fine tanto il suo che il mio giro non sono stati eccezionali, speriamo di poter imparare da tutto ciò”.

Osservare lo stesso episodio da due prospettive diametralmente opposte, con l’assordante silenzio FIA anche solo interessata ad ascoltare ufficialmente i fatti dai due piloti protagonisti dell’episodio. A 90 minuti dal termine delle qualifiche, nulla di fatto.

E nella qualifica che rischia di registrare un provvedimento disciplinare per il mancato rispetto delle procedure al peso da parte di Vettel, che sia una reprimenda o una penalizzazione, scegliere di non vedere nel caso Hamilton-Sirotkin è difficile da comprendere.

Anche qui, il tema sportivo viene quasi eclissato. Se non per dire del cambio volante di Mercedes in Q2, pronta con le gomme Soft nelle termocoperte prima di mandare i piloti in pista e poi a puntare sulla Supersoft. “E’ stata una sessione davvero difficile, con meteo molto variabile non sapevamo cosa aspettarci. Abbiamo lavorato tantissimo, le Ferrari sono incredibilmente veloci. Sono molto contento d’essere qui in Brasile, non pensavo d’aver fatto un giro così buono, ho avuto dei problemi in un paio di punti, sono molto contento d’aver fatto la pole”, dice Hamilton a caldo.

Partirà con la gomma più morbida, Lewis, in gara. Come faranno Bottas e le Red Bull. Sul comportamento delle mescole e sulla tattica diversificata, aggiunge: “Non so, penso che le Ferrari siano più veloci di noi ma ieri hanno avuto più blistering sulle Supersoft, anche noi volevamo mettere le Soft ma le cose sono girate nel modo sbagliato, lo scopriremo domani se sarà la scelta giusta o meno”. In merito al blister sofferto al venerdì è da ricordare come Vettel abbia ammesso di aver forzato appositamente il ritmo nei giri iniziali per leggere il comportamento delle gomme e l’arrivo del blister, lasciando immaginare una gestione del fenomeno nella sua attivazione.