Tra i vari episodi occorsi nel weekend di gara della Formula 1 a Interlagos, ce n'è uno che analizziamo separatamente perché non solo decisivo nel risultato del GP, ma anche perché coinvolge numerosi aspetti sia regolamentari che etici delle corse. Ci riferiamo ovviamente all'incidente occorso all'inizio del giro 44 tra Max Verstappen ed Esteban Ocon. Fattaccio che ha fatto comprensibilmente gridare allo scandalo, dato che un doppiato ha di fatto mandato in testacoda il pilota in quel momento al comando della gara, condannandolo ad arrivare secondo. Anzi, è già tanto che Verstappen sia riuscito a proseguire la gara, perché il contatto ha causato un bel salto della Red Bull e poteva avere maggiori conseguenze che non il fondo danneggiato.

La questione richiede però un certo approfondimento da più punti di vista. Per cominciare, sembra non fosse chiaro a tutti come si sia arrivati a quella situazione. Molti continuano a credere (lo si evince da come commentano) che Ocon non abbia favorito il doppiaggio di Verstappen, resistendo inutilmente con un contrattacco. Invece è accaduto esattamente l'opposto. In quel momento Verstappen era in pista con le gomme soft dopo la sosta a fine giro 35; invece Ocon aveva le supersoft appena montate al termine del giro 40. Insomma, non solo gomme più fresche, ma anche più morbide.

Così succede che, ritornato in pista alle spalle di Max (che l'ha superato proprio al momento di rientrare), Esteban si ritrova ad essere più veloce, arrivando a raggiungerlo con uno slancio tale da poterlo attaccare, e più volte. Infatti dopo l'outlap in 1'35"926 Ocon segna 1'12"876, quando Verstappen gira invece in 1'13"340 e 1'13"116. Per capire meglio come matura la situazione, quando si accorge di essere più veloce, Esteban ha pure il tempo di chiedere ai suoi box se sia il caso di attaccare Max, ricevendo un "via libera".

A questo punto sorge spontanea una domanda abbastanza decisiva nel suo valore sportivo, ovvero: un pilota doppiato ha il diritto di sdoppiarsi se va più veloce del leader di gara? Senza andare ad addentrarci nelle gare Endurance, dove è un fatto più comune di quanto si pensi, anche in F1 la risposta non può essere che una sola: sì, ne ha il diritto. E non solo perché il regolamento non lo vieta, ma anche perché ogni pilota ha il diritto (che poi è anche un dovere nei confronti del suo team) di correre la sua gara, a prescindere da quale posizione sia in gioco in quel momento.

Detto ciò, tuttavia, il diritto di sdoppiarsi comporta anche un minimo di "doveri", ahimè. Uno dei quali è che nella manovra di sdoppiaggio non dovresti andare a far rischiare a chi sta al comando di rovinare o perdere la gara… Insomma, nell'ansia di fare un sorpasso che avrebbe avuto un certo clamore e magari rilanciato le sue azioni alla ricerca di un posto in F1 per il 2019 o il 2020, Ocon ha decisamente forzato troppo la mano, esagerando. E in questi casi non valgono nemmeno le consuete regole di ingaggio della traiettoria, perché anche se tu (Esteban) sei a fianco con la tua macchina, l'altro (Max) in realtà è lo stesso davanti… di un giro!

Insomma, Ocon aveva il diritto di attaccare, ma resta il fatto che abbia assolutamente sbagliato l'azione, e il risultato si è visto. Del resto anche i commissari l'hanno punito, con la sanzione più pesante possibile per regolamento: 10 secondi di stop&go. Ciò significa fermarsi al proprio box per 10 secondi senza poter effettuare altre operazioni sulla macchina, nemmeno il cambio gomme: in pratica fai perdere una trentina di secondi in gara, che nello specifico hanno tolto al pilota francese la possibilità di arrivare 11° anziché 15°.

C'è stato chi ha invocato l'uso della bandiera nera, al riguardo, ma questo sarebbe stato improprio. Infatti la bandiera nera non ha uno scopo punitivo, bensì preventivo: serve ad evitare che un pilota ripetutamente colpevole di scorrettezze possa continuare nella sua azione "confusionale" danneggiando la gara di altri piloti. E non era il caso di Ocon, che come ha evidenziato a fine gara aveva superato diverse altre volte in quel punto (addirittura Fernando Alonso, che non è certo tenero) senza alcun problema.

A questo punto non si può infatti evitare un altro aspetto importante della questione: la "collaborazione" dello stesso Max Verstappen. Pur nella colpevolezza di Ocon, infatti, non si capisce perché il pilota olandese abbia stretto in quel modo in curva 2. Sarebbe bastato stare un poco più largo e non ci sarebbe stato alcun contatto, né (soprattutto) rischio per la gara. Per giustificare la leggerezza di Verstappen, c'è stato chi ha parlato di "manovra inaspettata di Ocon" se non addirittura "Verstappen non l'aveva visto", che non stanno in piedi come spiegazioni. Intanto Max aveva visto benissimo l'arrivo in velocità di Esteban in scia – per inciso, le rispettive velocità massime in gara sul traguardo sono state 334,1 e 345,8 km/h – tant'è vero che si è spostato verso sinistra per cercare di coprirsi. Non c'è riuscito del tutto e il francese l'ha sopravanzato appena prima di arrivare al punto di staccata, quando l'olandese ha ritardato la sua tornando ad affiancarsi completamente.

I due hanno così percorso curva 1 fianco a fianco, arrivando ad ingaggiare curva 2 sempre appaiati, pur se Ocon ha perso qualche spanna per via della strada in più percorsa stando all'esterno. Quindi non è corretto nemmeno parlare di "entrata di Ocon" oppure di "manovra inaspettata", perché Esteban non ha fatto altro che continuare a stare dove già era, senza alcuna ulteriore manovra, men che meno un'entrata. Anzi, l'unica azione è stata quella di alzare il piede quando si è accorto che Max convergeva a chiudere a destra, verso il cordolo interno, con il risultato del contatto ruota-ruota (quella anteriore sinistra di Ocon con la posteriore destra di Verstappen e la parte appena davanti del fondo) e il successivo testacoda di entrambi, con tanto di "salto" della RB numero 33, quando magari un urto laterale contro la fiancata sarebbe stato forse meno cruento.

Di fatto, quella di Ocon è stata una forzatura che poteva e doveva evitare quando si è accorto che Verstappen non aveva alcuna intenzione di cedere, ma a sua volta Max poteva benissimo fare a meno di chiudere in quel modo sapendo che a destra aveva un pilota che non stava facendo il "doppiato che si scansa", ma al contrario stava attaccando in modo manifesto. Non è questione di "avere ragione", perché Verstappen l'aveva: ma solo di essere meno incauto e pensare prima di tutto il resto a finire la gara in testa, com'era in quel momento. E non l'ha fatto.

Un'ultima nota: si è parlato di bandiere blu date a Ocon, ma non è vero. A parte che le bandiere blu vengono date a chi sta per essere superato da un pilota più veloce (è per questo motivo che normalmente in gara le ricevono i doppiati) e quindi eventualmente le stava ricevendo Verstappen, visto che era lui ad essere attaccato, in realtà i pannelli luminosi blu sulla sinistra mostrati in TV e in immagini da questa ricavate sono "falsi". Infatti non sono quelli di pista (che si trovano a destra) bensì quelli lampeggianti della pitlane, che in gara sono accesi per ricordare ai piloti che devono prestare attenzione a chi arriva lanciato, nell'entrare in pista. Quindi nulla a che vedere.