Un Gran Premio del Brasile condizionato da un problema tecnico, che ha trasformato i 71 giri di gara di Sebastian Vettel in una corsa opaca, in difficoltà nel riuscire a esprimere il potenziale che la SF71H aveva mostrato di avere sul passo gara al venerdì. Non c’è il blister sulle gomme che affligge Mercedes e la Rossa nelle libere 2, ma un non meglio precisato sensore obbliga il team e Sebastian a scelte di compromesso.

“Nonostante il podio di Kimi, non siamo purtroppo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo, che era quello di tenere aperta la lotta nel mondiale Costruttori”, commenta Maurizio Arrivabene. Una sfida grandissima, tenere aperta la lotta fino ad Abu Dhabi, corsa al titolo Costruttori che si risolve a Interlagos e premia ancora Mercedes.

Quanto ai problemi avuti da Vettel, il team principal approfondisce: “Già dal giro di formazione ci eravamo accorti di un problema a un sensore sulla vettura di Seb: questo inconveniente ci ha costretti, per tutta la gara, ad adottare regolazioni diverse da quelle comunemente usate, con conseguenti problemi di guidabilità”.

Difficoltà da sommare a un rendimento della gomma Supersoft rivelatosi di gran lunga migliore per velocità e tenuta, che ha di fatto cancellato il potenziale vantaggio di una strategia impostata sul via con gomma Soft e passaggio alla gomma media, sulla quale è ruotata la tattica Ferrari con Raikkonen e Vettel, salvo quest'ultimo effettuare un secondo pit nelle battute conclusive del gran premio per ovviare ai problemi di guidabilità.