La saggezza con la quale Lewis Hamilton, nel retropodio, ripeteva a Max Verstappen “tu avevi da perdere più di quanto non ne avesse lui” riferito a Ocon, al diritto di sdoppiarsi, al rischio che il leader della gara, l’olandese, avrebbe dovuto evitare, è la summa della stagione del pilota inglese, attentissimo a massimizzare ogni occasione e tenersi accuratamente lontano dai guai.

Una stagione che si conclude con l’assegnazione del titolo Costruttori, la gran festa con un team che scrive una pagina importante dell’era turbo ibrida: 5 mondiali in bacheca, senza alcun dubbio che questo in archivio meriti la palma di più combattuto e difficile da conquistare.

Hamilton che in Brasile vince nonostante un motore che ha destato preoccupazioni al muretto, nonostante gomme gestite meno bene degli avversari. Vince e rilancia. “Voglio continuare ad aiutare Mercedes e innalzarla fino a diventare il marchio di maggior successo di tutti i tempi, dice a Sky UK.

Un Hamilton esaltato da James Allison,è stato Lewis che ha fatto la differenza quest’anno. Ha continuato a portare la macchina in pole, nelle gare possiamo fare degli errori e lui recupererà facendo cose in pista impensabili e ha passato tutto l’anno senza commettere errori. Siamo molto fortunati ad avere la coppia di piloti che abbiamo”.

Un finale che, pathos Verstappen-Ocon a parte, ha regalato tensione ben più grande al box Mercedes, al giro 28, quando i telemetristi hanno rilevato un incremento delle temperature della power unit, generato da un problema allo scarico. “Abbiamo i ragazzi responsabili del motore qui nel retrobox, poi quelli in sede. Ho circa 10 canali radio aperti e quel che continuavo a sentire via radio era “Lewis Hamilton, rottura power unit imminente. Cederà entro il prossimo giro”. Ho alzato il volume e ho chiesto: “Scusate, cosa?”. E mi hanno spiegato si, abbiamo un grandissimo problema alla power unit e cederà nel prossimo giro”, ha raccontato Toto Wolff nel dopogara.

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Gli interventi apportati per ridurre le temperature,con Hamilton a regolare i parametri indicati dal muretto, hanno consentito di vedere la bandiera a scacchi. Resta da verificare, adesso, se la power unit sarà in grado di reggere l’ultima gara stagionale o se, per sicurezza, si ripiegherà su un’altra unità impiegata quest’anno. “Solo Dio sa come puoi riparare un pezzo che sta per rompersi e portare la macchina all’arrivo. La gara stata un incubo fino alla bandiera a scacchi”.

Hamilton: vittoria meritata, non è fortuna