Non esitò a bocciare la tracciatura del primo progetto relativo al Gran Premio di Miami, Lewis Hamilton. E non ha difficoltà a dire dei dubbi sul prossimo sbarco della Formula 1 in Vietnam. Appuntamento 2020, sul semi-permanente di Hanoi, supportato da investimenti privati in una realtà in forte crescita economica ma priva della cultura motoristica e della storia che il pentacampione del mondo vorrebbe intorno agli eventi in calendario.

“Dal punto di vista delle corse non so quanto sia importante andare in nuovi paesi come questi. Sarebbe fantastico avere il gran premio a Silverstone e un Gran Premio di Londra. Abbiamo tanta vera storia motoristica in Inghilterra, Germania, Italia e, adesso, sta iniziando a crescere negli States. Ma abbiamo solo un evento l’anno in questi posti. Se fosse il mio business proverei a correre più eventi in questi paesi”, racconta intervistato dalla BBC.

Realtà storiche sì ma con non poche difficoltà a far quadrare i conti e sostenere i costi per realizzarne già uno, di evento. Il caso Silverstone è unico, soffocata da condizioni contrattuali insostenibili siglate nell'era Ecclestone, il BRDC è arrivato a mettere in dubbio la stessa sopravvivenza dell'organizzazione con i costi sostenuti per organizzare un gran premio che pure, da anni, registra il tutto esaurito. In Germania, Hockenheim ha strappato un rinnovo di un anno in extremis, il futuro è tutto da definire.

Monza lavora al rinnovo dell'accordo con Liberty Media, in scadenza nel 2019, e potrà contare ancora sui 5 milioni di euro l'anno per 5 anni stanziati dalla Regione Lombardia accanto agli investimenti principali dell'ACI, orizzonte un contratto per ospitare il GP d'Italia dal 2020 al 2024.

In Vietnam la Formula 1 proverà a ripetere quell’espansione asiatica che ha fallito in Corea e in India, ha resistito in Malesia prima che la concorrenza di Singapore condizionasse le presenze del gran premio a Sepang.

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Esperienze passate anche dai contrasti stridenti tra il mondo dorato della Formula 1 e realtà sociali di gran povertà, che Hamilton richiama: “Sono stato in passato in Vietnam ed è bellissimo. Ho corso in India una gara che era strana, perché era un posto così povero eppure aveva questa pista enorme e bellissima, fatta nel bel mezzo del nulla. Sentii davvero un conflitto interiore quando arrivai lì.

Avevamo un gran premio in Turchia e raramente veniva qualcuno. Bella pista, bel week end ma pochi spettatori.

Correre il Gran Premio di Germania e un Gran Premio a Berlino, mettere in connessione città nelle quali vivono tante persone è una buona cosa, non necessariamente andare in paesi che non sanno molto della Formula 1”.