Al sigillo apposto da Mercedes in Brasile sul titolo Costruttori si può idealmente abbinare il “titolo di migliore degli altri” conquistato da Renault. Quarto posto sufficientemente al sicuro dall’assalto di una Haas che a Interlagos ha corso bene, trovando la zona punti, sebbene dietro un gran Leclerc.

Non bastano i 6 punti recuperati su Renault per coltivare realistiche ambizioni di un’inversione di posizioni ad Abu Dhabi. Sono ben 24 le lunghezze che separano i due team e, in palio, sembra esserci davvero poco nel passaggio conclusivo della stagione.

La sfida per il settimo posto vede in corsa Force India e Alfa Romeo-Sauber, 6 punti a separare il team che ha ricominciato da zero, a Spa, e la rivelazione probabilmente più interessante del campionato, per come ha saputo sviluppare il progetto dal difficile inizio australiano. Davanti a entrambe, McLaren, con un margine di vantaggio, 14 punti, che dovrebbe essere sufficiente per tutelarsi da un exploit Force India ad Abu Dhabi.

In casa Haas c’è il dispiacere di non aver potuto conquistare il piazzamento più in vista, dietro i tre top team, che vale anzitutto una bella iniezione aggiuntiva di premi in denaro. Battere un costruttore come Renault, per una piccola realtà come quella diretta da Guenther Steiner, era una missione possibile, con una stagione perfetta. È mancata, soprattutto in avvio e nella trasferta statunitense.

“Non dimenticate che siamo solo al nostro terzo anno ed è comunque un risultato piuttosto importante”, sottolinea Steiner.

Gli episodi che hanno condizionato il campionato Haas, in termini di punteggio, passano dal pesante zero rimediato a Melbourne, mentre erano in corsa per il miglior risultato (fino ad allora) di sempre, poi ottenuto in Austria. Passano dal lento risveglio di Romain Grosjean, dalla penalizzazione rimediata a Monza, dalle prestazioni opache tra Sochi e Città del Messico.

“In teoria avremmo battuto Renault senza alcuni errori nostri e senza la loro protesta (di Monza; ndr). Alcune battaglie si vincono, altre si perdono, ma alla fine, per tutto il team è comunque un buon risultato terminare quinti, che è quel che dovremmo ottenere a meno che non accada qualcosa di magico ad Abu Dhabi. Possiamo dirci felici”.

Lo slancio guadagnato tra Paul Ricard e Spa ha restituito le migliori prestazioni stagionali al team, dal quarto posto di Grosjean a Zeltweg al sesto di Magnussen in Francia, al settimo di entrambi tra Ungheria e Belgio. “Credo abbiamo corso una serie di gare molto competitive a ridosso della pausa di metà stagione. Poi, dopo la sosta, non abbiamo corso bene un paio di gare, abbiamo avuto la protesta. Da una cosa all’altra, in Messico abbiamo corso una gara molto negativa.

Non penso che sia un piazzamento mancato per una ragione qualsiasi. Se dite che il quarto posto è stato perso in Australia più di ogni altro posto, 22 punti persi… ma siamo cresciuti, possiamo vivere anche senza quarto posto ed essere comunque orgogliosi”.