Tante storie raccontate da metà schieramento in giù, dalla stagione di Formula 1 che volge al termine. Il mondiale degli altri lo vincerà Renault, forse non il team più veloce in assoluto dietro i tre top team, ma la costanza e alcuni acuti nei risultati varranno la quarta posizione in campionato. Force India e Haas sono apparse più veloci, salvo incappare in clamorosi passaggi a vuoto ed errori – oltre a vicende societarie difficili nel caso di Force India – che ne hanno limitato le chance.

Doveva essere il campionato del divario da ridurre rispetto ai big, un avvicinamento che non può dirsi realizzato nella portata che ci si aspetta da un costruttore come Renault, tanto più quando a parità di motore rimedi 1” di distacco da Red Bull esclusivamente su telaio e aerodinamica.

Nick Chester, direttore tecnico del telaio, guarda all’ultima trasferta del 2018, dalla quale portare a casa un piccolo riconoscimento al lavoro degli uomini che hanno lavorato al telaio della RS18, oltre al quarto posto nel mondiale: “Vogliamo chiudere con un bel finale, ampliare il vantaggio di punti e mettere il sigillo sulla quarta posizione. Quest’anno abbiamo ottenuto un ottimo risultato, senza ritiri in gara causati da problemi legati al telaio.

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Saremo l’unico team a esserci riuscito, quindi portare entrambe le macchine a casa ad Abu Dhabi coronerebbe questa stagione”. I problemi, tanti, troppi, sono emersi sul fronte power unit, tra motori utilizzati dal team ufficiale e la morìa di esemplari utilizzati da Red Bull.

I compiti a casa in vista del prossimo anno sono già iniziati da tempo, tra commesse ai fornitori, soluzioni tecniche da validare e test al banco da portare avanti: “Abbiamo molte cose in ballo sulla macchina 2019 e siamo in una fase ben avanzata nella realizzazione del primo telaio.

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Abbiamo il cambio, che verrà provato presto. Stiamo finalizzando il lavoro di progettazione per componenti come il raffreddamento, la sospensione e la carrozzeria. É una fase dell’anno nella quale si lavora a tutta, dovendo ultimare tanti disegni perché possa realizzarsi la monoposto. È una fase ricca di impegni e stiamo compiendo progressi importanti”.

Il “quanto” sarà migliorata Renault lo dirà la pista a febbraio, quanto si prospetti un Purgatorio la stagione 2019 per Ricciardo e Hulkenberg. Nonostante ben 6 ritiri stagionali, quattro più di Sainz, Nico Hulkenberg è in corsa per vincere il più che mai platonico Mondialino dei piloti che non guidano per Mercedes, Ferrari o Red Bull. Settimo, 69 punti all’attivo, 9 più di Sergio Perez, il pilota tedesco fa un bilancio della propria stagione e del team.

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“Nel complesso è stato un buon anno di crescita. La seconda stagione con Renault è sempre stata sul progredire e continuare il viaggio che il team ha delineato. L’inizio di campionato è stato eccellente e ci meritiamo più che mai di finire al quarto posto nel Costruttori.

Siamo stati la quarta macchina più veloce là fuori per gran parte dell’anno, dovremo solo finire l’opera ad Abu Dhabi”. Circuito che, per caratteristiche, è destinato a essere più favorevole di quanto non lo sia stata Interlagos, Gran Premio del Brasile che lo ha visto ritirato in via precauzionale, con problemi di surriscaldamento al motore.

“Da pilota spingi sempre per ottenere risultati migliori. Pur avendo ottenuto degli arrivi straordinari resta quel desiderio di ottenere qualcosa in più, che sarà il prossimo passo che dovremo compiere”.