Freddo e apparentemente impermeabile a qualsiasi emozione, tanto da meritarsi il soprannome di Iceman, ma comunque piacevolmente sorpreso quando la squadra ha organizzato una festa a sorpresa mercoledì sera, alla vigilia della sua ultima gara in Ferrari dopo 8 stagioni divise in due fasi. Che Kimi Raikkonen ha commentato così: «È stato davvero bello vedere tutti assieme, ed è stato stupendo vedere quanto apprezzino il mio lavoro: ho voluto ringraziarli tutti».

Tuttavia, quando in conferenza stampa gli viene chiesto cosa significhi questo team per lui e cosa gli mancherà di più, Raikkonen torna imperturbabile: «Mah, non lo so. Ho già vissuto questo momento, quindi non è una novità per me. Se sono triste? No, non vedo per quale motivo si debba essere tristi: rimarremo ancora amici, con tutte le persone che ho conosciuto in questa squadra negli ultimi anni. E resterò nel paddock, per cui non è un cambiamento così drammatico».

Infatti la sua carriera non si conclude, ma proseguirà con la Sauber, che oltretutto è un team legatissimo con la Ferrari e non solo in qualità di fornitore della power unit ribrandizzata Alfa Romeo. Per cui Kimi prosegue: «Abbiamo tutti cose nuove davanti a noi e credo che questo sia entusiasmante. Chiaramente ho vissuto dei bei momenti con il team, sono persone grandiose; ci sono stati anche dei momenti difficili, ma questo fa parte del nostro lavoro, e le cose devono anche andare così, a volte è giusto affrontare delle difficoltà».

Un piccolo sguardo indietro: «Ho vinto un campionato con la Ferrari, come pilota, e per due volte il titolo Costruttori: sono stato contento di aver fatto parte di tutto questo. Perché non sono tanti i piloti che ci sono riusciti, nella storia. E questo mi aiuterà a voltare pagina. Anche perché non saremo poi tanto lontani. Continueremo a fare il nostro lavoro e credo che le cose andranno bene».

Fin qui Kimi risponde in modo diplomatico e positivo. Ma non manca molto perché arrivi una classica replica "alla Raikkonen" quando un collega rimarca, guardando a questo weekend, il fatto di essere in battaglia con Bottas, con 14 punti di vantaggio per lui in campionato. Chiedendo infine: quanto è importante per te chiudere al terzo posto? «Non credo che mi cambierebbe la vita, in ogni caso. Ma se concluderò al terzo posto, mi premieranno (si riferisce al "prize giving" di fine anno della Fia, alla specifica serata di gala, ndr) quindi in sé non è sicuramente negativo. Anche se poi dovrò andare alla consegna del premio e quindi dovrò fare un viaggio in più, e questo non mi piacerebbe; ma vedremo…».