Il bilancio sulla stagione è arrivato, indiretto, con la chiusura dei giochi per il titolo Piloti e quello Costruttori. Una stagione, quella 2018, sulla quale la Ferrari può recriminare per aver mancato alcuni passaggi nello sviluppo, in particolare tra Singapore e Sochi, può recriminare per i punti persi da Sebastian Vettel con i tanti, troppi errori commessi.

Maurizio Arrivabene, ad Abu Dhabi, fa il punto sul campionato che è stato e dice:Siamo partiti molto molto bene. Poi, i risultati durante la stagione, gli errori commessi dal pilota, da Monza in poi con la macchina non eravamo dove avremmo voluto essere.

Indicare il pilota, o la squadra, o la vettura è sempre sbagliato. Si vince e si perde insieme. L’importante è capire perché sono stati fatti certi errori, perché certe cose che dovevano arrivare non hanno funzionato. Dobbiamo guardare al futuro cercando di imparare e fare sempre meglio”.

La base SF71H si è dimostrato un progetto vincente, non dominante come servirebbe per fare incetta di uno-due in gara e annichilire la concorrenza. La lotta si è giocata su un equilibrio sottile e Arrivabene rende i giusti meriti al team: E’ una stagione nella quale ci siamo impegnati tutti tantissimo, i piloti, i meccanici, gli ingegneri, la gente a casa, sono arrivati esausti”.

Il 2019 in fabbrica è già iniziato ma sarà solo nei test invernali che arriveranno le risposte al lavoro condotto sulla base delle simulazioni: “Parti felice se hai la certezza che la macchina funzioni. Il motore è già stato acceso 2 settimane fa, il primo telaio è in produzione: la macchina è progettata, però fino al momento in cui non la metti in terra a Barcellona non puoi dire di essere felice, forse sorridere un po’ di più sì, a partire da me”, ha raccontato il team principal a Sky F1.