La prima giornata dell'ultimo Gran Premio stagionale, quello di Abu Dhabi, ha visto nuovamente la Red Bull a giocarsi le prime posizioni. Senza discussione nella prima sessione di prove libere, con Max Verstappen e Daniel Ricciardo davanti a tutti, meno nel secondo turno, quello peraltro più significativo perché disputato negli stessi orari di qualifiche e gara. In questa fase, a svettare è il vincitore dell'anno scorso, Valtteri Bottas, ma l'olandese della Red Bull è dietro di soli 44 millesimi. Con il compagno di squadra australiano 3° a ulteriori 148 ms.

Un Lewis Hamilton non troppo contento del set-up della sua W09 – ma anche con un motore tenuto su livelli precauzionali, per valutarlo dopo i problemi in Brasile – si è dovuto accontentare del 4° tempo a 0"207 dal vertice. Le Ferrari sono dietro, ma dopo una giornata spesa a valutare le regolazioni meccaniche, il comportamento sulle gomme più dure e alcune soluzioni aerodinamiche in funzione 2019 (e non per questa gara), i distacchi non sono (ancora) preoccupanti. Infatti Kimi Raikkonen è 5° a 18 ms da Hamilton, mentre Sebastian Vettel è 6° a ulteriori 108 ms, oltretutto dopo alcune sbavature di guida nella simulazione di qualifica, sui penalizzanti "salsicciotti" dei cordoli di Yas Marina.

Nei long run, piuttosto, la Red Bull ha dimostrato anche stavolta che la sua maggior tenuta di strada si riflette positivamente sul degrado, che resta contenuto, specie con la macchina di Verstappen. Con le Pirelli che hanno mostrato un difficile bilanciamento da trovare tra problemi di graining oppure all'opposto di surriscaldamento, la Mercedes è messa un poco peggio in termini di resistenza alla distanza, ma la Ferrari anche di più, pur se ha inciso sulle hypersoft il fatto di averle sfruttate molto nelle simulazioni di qualifica. In ogni caso i 0"333 in cui sono racchiusi i primi sei piloti sono un margine troppo ridotto per dare già tutto per definito, giusto per rimarcare una volta di più che "è solo venerdì".

I distacchi sono comunque contenuti anche con il resto del gruppo: il "primo degli altri" è Romain Grosjean a nemmeno mezzo secondo dai top. Ma con Nico Hulkenberg a soli 17 centesimi dal francese e Kevin Magnussen dietro di altri 88 millesimi, si può capire che la lotta per il quarto posto tra i costruttori tra Renault e Haas è ancora aperta. Pure Carlos Sainz non è chissà dove, 12° a 0"193 da Magnussen. In questo gap sono riusciti a inserirsi Esteban Ocon e Pierre Gasly, anche stavolta entrambi piuttosto veloci.

Alla sua ultima (?) gara in Formula 1, Fernando Alonso ha un colpo di reni che lo porta 13° a nemmeno 1 secondo e mezzo da Bottas, precedendo Sergio Perez di 81 ms. Segue Charles Leclerc ancor più ravvicinato (a 25 ms) e Brendon Hartley. Piuttosto staccati, stavolta si passa a oltre mezzo secondo, Stoffel Vandoorne che è rimasto a lungo fermo ai box, e quindi le due Williams di Lance Stroll e Sergey Sirotkin.

Al momento in cui scriviamo è ancora da decidere se e come reagiranno i commissari al taglio della corsia di ingresso in pitlane (con tanto di retromarcia) di Hamilton quando vi è arrivato lungo in FP1, proprio mentre stava sfoggiando per la prima volta il numero 1 guadagnato nel campionato 2017. Da dirimere anche la questione di un reclamo Haas nei confronti di Force India, sulle questioni legali di campionato come team.

Vedremo inoltre se saranno presi provvedimenti nei confronti di certi cordoli rialzati, come soprattutto il "salsicciotto" in uscita di curva 20, che si sono rovinati sensibilmente (tanto da far temere un rischio forature) quando le macchine vi passavano sopra "grattugiando" il fondo, visto che le ruote restavano addirittura alzate da terra.