Il tema sportivo si riassume in poche righe. Hamilton perfetto al via, detta il ritmo ad Abu Dhabi, sceglie di sfruttare la Virtual Safety Car per effettuare il pit-stop e gestisce il passo fino a riprendersi la leadership. In bagarre con Verstappen, al giro 9, ma dura pochi secondi appena: sorpasso e controsorpasso. Non era la lotta da ingaggiare per tenere in vita le gomme Supersoft e centrare l’obiettivo più grande, la vittoria. 

Lewis Hamilton trionfa a Yas Marina e lo fa con gran stile. Ed è il fattore umano a prendere la scena. Il rispetto assoluto, reciproco, nei confronti di Sebastian Vettel, avversario sconfitto in pista e sul quale ha spezzato una lancia, frenare critiche e polemiche sugli errori commessi quest’anno da Seb. E’ stato un vero onore e un privilegio gareggiare contro Sebastian. Lo conosco dalla Formula 3 ed è sempre stato un pilota onesto, uno che lavora duro, è un grande. Dovete capire che c’è tantissima pressione sulle nostre spalle, non dovete vedere gli errori come dei fallimenti, sono sicuro che tornerà ancora più forte l’anno prossimo”. Chapeau.

Due campioni ai quali si unisce un terzo, Fernando Alonso invitato al party dei burn-out a fine gara, “scortato” in parata nell’ultima in Formula 1. “Anzitutto vorrei dire di Fernando, una vera leggenda, è stato un privilegio e un onore gareggiare con lui. Prima di arrivare in Formula 1 ammiravo i suoi risultati, quanto aveva ottenuto. Verrà a mancare, non è un pilota qualunque, mancherà a me e allo sport”, dice Lewis.

La superiorità espressa in gara va oltre il distacco finale su Sebastian Vettel, pure competitivo e determinato a dare tutto fino alla fine. Chiude il capitolo 2018 con una gara in assoluta gestione, Hamilton. È stato l’unico tra i primi – imitato da Leclerc e Grosjean, senza che la tattica funzionasse – a essersi fermato in regime di VSC, sfruttando il vantaggio del minor tempo perso in pitlane. Da lì, la “sfida” (assai relativa, vista la mescola in gioco) del tenere in vita le Supersoft fino all’arrivo: “Con gli ingegneri non avevamo parlato di fermarci presto. Sapevo di dover fare tantissima strada con quelle gomme e avevo dei dubbi, ma come sempre i calcoli sono stati giusti. Senza di loro, senza il supporto del team, dei fornitori, degli ingegneri, non avremmo vinto il campionato”.

Capitolo chiuso, il mondiale. Si apre la corsa al prossimo: Non accettare nient’altro che la perfezione, è questo quello in cui ci siamo impegnati come team. Volevo concludere con un acuto, Seb ha guidato alla grande e stava facendo grandi giri. Sul finire della gara il vento ha reso le cose insidiose ma era lo stesso per tutti”.