Il finale di stagione a Yas Marina vede un podio molto simbolico, con Lewis Hamilton sul gradino più alto, Sebastian Vettel su quello successivo e Max Verstappen sull'ultimo. Un caso? Per quanto riguarda il fresco 5 volte campione mondiale, di certo no. Lewis ha controllato in modo magistrale una gara che la squadra gli ha reso più difficile, facendolo sostare con grandissimo anticipo a fine settimo giro. Ma ciò ha dato l'ennesima occasione all'inglese per dimostrare appieno come ormai sia un campione completo e non solo un piede pesantissimo: ha infatti gestito benissimo (per 48 giri) le gomme supersoft montate, tenendo sempre in pugno la gara.

Questo anche quando Vettel stava avvicinandosi con gomme meno stressate. Da parte del tedesco e della Ferrari, una gara lineare e che non presta il fianco a critiche particolari: la strategia è stata corretta, semplicemente oggi non c'era nulla da fare contro Hamilton e la Mercedes. Anche quando Seb si è fatto sotto nell'ultima parte di gara (pur con qualche problema nei doppiaggi) Lewis ha puntualmente risposto, dimostrando che non era vulnerabile. Peccato piuttosto per il problema elettrico che ha fermato Kimi Raikkonen mentre era appena dietro al compagno di squadra. Non un bel modo di concludere il rapporto tra lui e Ferrari, anche se il ritiro non è stato sufficiente a perdere la terza posizione di campionato.

A Max Verstappen non è infatti stato sufficiente concludere 3°, con bei duelli stavolta più controllati (nonostante un contatto con Bottas): una gara peraltro iniziata con una partenza pessima, pare per problemi di settaggio. Piuttosto, qualcosa di più ha da recriminare Daniel Ricciardo, finito 4° a soli 2"7 dal compagno di squadra: all'opposto di Hamilton, l'australiano ha "tirato lungo" con le gomme del via, arrivando alla sostituzione a fine giro 33, quando ancora aveva un buon ritmo. Si pensava che la tattica fosse mirata a utilizzare le morbidissime hypersoft sul finale, invece supersoft per lui, escludendo così qualsiasi possibile vantaggio dalla fase iniziale.

Tra i top, Valtteri Bottas viaggia per un telefonato secondo posto, quando ad un certo punto sembra finire nel pallone con problemi in frenata, in particolare al retrotreno. Non sono stati segnalati inconvenienti tecnici particolari da parte della squadra, ma da quel momento la gara è a ritroso e viene definitivamente compromessa con un secondo pit-stop.

Con una tattica uguale a quella di Ricciardo, Carlos Sainz riesce però a conquistare il 6° posto, vale a dire il primo per gli inseguitori. Lo spagnolo riesce a sfruttare bene questa tattica, ben assecondato dalla sua Renault, anche perché su Charles Leclerc fanno anche peggio fotocopiando la tattica di Hamilton. Nel caso del monegasco, oltretutto, la sosta anticipata in occasione della virtual safety car (mentre era addirittura 4°) lo fa precipitare in fondo al gruppo, che riuscirà a risalire ma non senza fatica.

Sufficiente comunque a recuperare una posizione in campionato ai danni di Romain Grosjean. Il francese ha corso tutta la gara con l'ala davanti danneggiata per l'incidente iniziale con Nico Hulkenberg, un malinteso tra i due che ha però causato il cappottamento della Renault e l'ingresso della safety car. Comunque il tedesco non si è fatto nulla e ha mantenuto la settima posizione in campionato, quindi "primo degli altri".

A potergli togliere la posizione era Sergio Perez, arrivato comunque 8° tra Leclerc e Grosjean, ma non è stato sufficiente. Le Force India sono state protagoniste per gran parte della gara anche con Esteban Ocon, che però prima si è fatto penalizzare di 5 secondi per essere finito largo in una difesa guadagnandoci, poi stranamente bloccato in corsia di rientro ai box. Comunque bei duelli tra loro e altri avversari, tra cui pure Stoffel Vandoorne e Sergey Sirotkin, finiti però indietro, alle spalle anche di Lance Stroll.

Mentre Kevin Magnussen arriva 10° in scia a Grosjean dopo aver approfittato di qualche ritiro: peccato per quello di Pierre Gasly quando aveva guadagnato l'ultima posizione a punti, peraltro anche lui grazie agli stop di Ocon e Marcus Ericsson. Sotto i riflettori, Fernando Alonso conclude 11° la sua ultima (?) gara in Formula 1. Infine Brendon Hartley conclude 12° una gara non facile: coinvolto nell'incidente tra Grosjean e Hulkenberg, sosta subito per cambiare anche l'ala anteriore danneggiata e poi farà 53 giri con lo stesso set di supersoft: bravo in questo, ma non il modo migliore per dimostrare le qualità del neozelandese, soprattutto in vista di una stagione 2019 ancora in forse.