Sarà un inverno dedicato al bricolage, riparare qua e là cose. Fisicamente e metaforicamente. Sebastian Vettel chiude il campionato ad Abu Dhabi e ammette come, adesso, serva una pausa prima di focalizzare nuovamente l’attenzione sulla sfida 2019. A Yas Marina dovrà spendere ancora una giornata di test, buona per saggiare le gomme Pirelli (confermato fornitore unico della Formula 1 fino al 2023) che andranno in pista il prossimo anno, poi ritroverà la quiete e il relax domestico, mura tra le quali rigenerarsi.

“La cosa che non vedo l’ora arrivi, dopo quest’anno, a esser sincero, è spegnere tutto. Ho bisogno di tempo per me stesso, è stato un anno piuttosto difficile e sfiancante. Ho certamente bisogno di un po’ di tempo. Sono certo, sulla base degli ultimi inverni, che molto presto, di solito dopo 111 giorni (quelli che mancano al GP d’Australia), sarò molto, molto, affamato per la prossima gara.

Staccare per un po’ e poi riprendere la concentrazione, ovviamente ci sono ancora i test e non è ancora tempo di riposare, sarà un test importante con le nuove gomme, poi non so cosa farò. Mi godrò il tempo a casa, con la famiglia, gli amici, farò cose che solitamente non hai tempo di fare, un po’ di bricolage, riparare qualcosa a casa, fare piccoli lavoretti”, dice Seb.

Si dedicherà al restauro della moto che guidava da quindicenne, poi dovrà dedicarsi a dare ancora lucentezza alla Ferrari 2019, interventi che non richiedono un restauro profondo, piuttosto degli aggiustamenti a un orologio che ha marciato bene quest’anno ma ogni tanto ha perso qualche colpo.

“Ci sono tante piccole cose che devono essere messe insieme ma penso ci siano tutti, lo abbiamo detto più volte. Nel corso dell’anno abbiamo perso un po’ la nostra strada, non abbiamo messo insieme ogni cosa ed è chiaro come abbiamo fatto un passo indietro verso fine anno, che ci ha consentito di essere nuovamente più competitivi. Abbiamo capito cos’è andato storto, l’elemento chiave è che abbiamo provato a fare un lavoro migliore per il futuro”, spiega Vettel, che non tralascia il fattore Marchionne, la scomparsa del presidente ha avuto un impatto centrale all’interno del team, al quale spetterà adesso riorganizzarsi nella compattezza che aveva saputo creare Marchionne: “La morte del nostro presidente, il signor Marchionne, ha avuto un impatto ed è stato un momento duro, sta a noi esaminare ogni singolo dettaglio e far sì che di tornare più forti come gruppo, che ci consenta di costruire un pacchetto più competitivo per il prossimo anno e il futuro”.

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Il 2018 non è stato l’anno del miglior Vettel, che conclude: “Per la stagione che ho attraversato, non ho mai avuto problemi ad alzare la mano se ho commesso un errore. So bene, da pilota, quanto in fretta le cose possono andare nel verso storto e quanto in fretta avrebbero potuto andare diversamente quest’anno. Sì, dovrò riesaminare un paio di cose ma ce ne sono altre che penso siano andate storte e non hanno bisogno di molti esami né di complicare troppo le cose. Di certo, qua e là, guardando indietro, non sono stato al massimo delle mie possibilità, quindi prima di tutto guardo a me stesso, posso fare meglio di quanto fatto a volte quest’anno”.

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