Sviluppare delle gomme che fossero maggiormente spaziate tra loro nelle differenze di rendimento tra una mescola e l’altra, gomme meno sensibili al surriscaldamento e al graining, pneumatici che consentano ai piloti di sfruttare al massimo il potenziale velocistico delle monoposto senza doversi curare troppo della gestione della gomma. Il lavoro condotto da Pirelli sulle costruzioni e mescole 2019 è definito, si è proposto a piloti e team ad Abu Dhabi, adesso dovrà iniziare il percorso di analisi dei dati e selezione di 3 tra le 5 mescole da portare in Australia. 

Uno degli aspetti sui quali si è discusso maggiormente quest’anno è il numero di pit-stop da ricercare in gara, scelte strategiche che quasi sempre hanno visto i team gestire la corsa su un unico pit-stop. Mario Isola si interroga sulla strada da percorrere, ovvero, privilegiare selezioni di mescole tra le più morbide della gamma 2019 o fare una scelta diversa, che conviva con l’unico pit-stop in gara ma offra un’altra opportunità ai piloti: “Voglio coinvolgere piloti e anche i team nelle selezioni delle mescole, perché non è chiaro cosa dobbiamo fare per il prossimo anno, se dovremo essere un po’ più conservativi.

Quest’anno abbiamo visto gran parte delle gare con un solo pit-stop. Abbiamo fatto scelte sempre più morbide e i team gestivano il passo sempre di più. Funziona continuare con questo approccio? O dobbiamo accettare d’avere gare con un solo pit-stop ma, forse, con una gomma più dura così che sia possibile per i team e i piloti spingere? La mia opinione personale è che questa direzione sia da preferire, accettiamo di correre gare con una singola sosta ma perlomeno diamo l’opportunità ai piloti di spingere”.

Singapore ha rappresentato il massimo esempio stagionale di un ritmo blando ai limiti dell’accettabile, prima parte di gara corsa al rallentatore per portare le gomme più morbide nella finestra utile a coprire la strategia su unica sosta, perché più ancora del vantaggio cronometrico di due soste e gomme sfruttate al massimo, conta il tempo finale di gara legato al traffico in pista, al non essere penalizzati da un’eventuale safety car nel caso specifico di Singapore.

Sterzi a parte: Alonso tornerà e Bottas non va cacciato 

Per ovviare ai limiti di gare in gestione del passo, vuoi per contenere i consumi di benzina su certe piste, vuoi per tenere in vita le gomme, si potrebbe andare in una direzione diversa dalla ricerca dei due pit a ogni costo. I piloti avranno più benzina, 5 kg in più, vorrà dire che potranno dover gestire meno il carburante. In certe gare devono farlo per finire la gara. Dobbiamo valutare l’intero pacchetto, con più benzina possono spingere maggiormente. A questo punto è meglio, probabilmente, offrire loro delle gomme più consistenti perché possano battagliare in pista anziché giocare su overcut e undercut e provare a guadagnare la posizione al pit-stop”, ha commentato Isola ad Abu Dhabi.

Le prime impressioni registrate dai piloti sul comportamento delle gomme 2019 è di differenze non eclatanti e di un effettivo miglioramento della gestione termica. Primo approccio da verificare con le monoposto 2019, diverse nell’aerodinamica. “In questi due giorni i team hanno provato per la prima volta tutta la gamma 2019, confrontandola con quella 2018. Non è possibile trarre subito delle conclusioni, dato che le squadre hanno pianificato i run plan provando a scelta le diverse mescole disponibili. 

F1 Test Abu Dhabi, Kubica a scuola di Pirelli 2019

Abbiamo raccolto molti dati che saranno subito analizzati in vista della nomination per l’Australia, prevista per la prossima settimana. Il nostro obiettivo è quello di definire a breve le specifiche per i primi cinque gran premi del 2019. Il feedback dei team sulla nuova gamma è positivo e, in particolare, dalla prima giornata di test è emerso che finora le prestazioni della mescola 5 sono simili a quelle della hypersoft 2018 e in linea con quanto avevamo previsto, ma con meno graining”

Definite le costruzioni, nei test di Abu Dhabi era presente anche una mescola 4 di backup (equivalente della Ultrasoft 2018) e sui correttivi che potrebbero ancora arrivare alle 5 mescole elette per la stagione Isola aggiunge: “Un altro fattore importante da considerare a margine di questo test è che quello di Abu Dhabi è un circuito che presenta velocità in curva non particolarmente elevate. In teoria potremmo ancora modificare alcuni dettagli sulla gamma 2019, visto che l’omologazione finale è prevista per il 1° dicembre, anche se speriamo di non farlo. Nel frattempo studieremo attentamente tutti i dati raccolti durante questo test”.